Rassegna stampa del 19 febbraio 2026, giustizia centrale: Mattarella difende il CSM

Il capo dello Stato sollecita toni civili in politica a Perugia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto nel corso del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura richiamando istituzioni e forze politiche alla necessità di mantenere un confronto rispettoso e misurato sul tema della giustizia, in un passaggio segnato da tensioni legate anche alla campagna referendaria in corso.
L’iniziativa del Capo dello Stato, avvenuta in un clima di crescente contrapposizione tra esponenti politici e magistratura, ha posto al centro l’equilibrio tra i poteri dello Stato e la salvaguardia dell’autonomia dell’ordine giudiziario. La presenza del Presidente al plenum ha rappresentato un segnale di attenzione verso l’organo di autogoverno delle toghe e verso la necessità di preservarne il ruolo costituzionale.
Il richiamo ha riguardato in particolare l’abbassamento dei toni nel dibattito pubblico, con l’invito a evitare attacchi personali o delegittimazioni reciproche. Nel corso dell’intervento è stato ribadito come il rispetto delle funzioni e delle competenze di ciascuna istituzione costituisca un presupposto essenziale per la tenuta democratica e per la fiducia dei cittadini nello Stato.
Il tema trova ampio spazio sulle pagine de Il Dubbio, quotidiano espressione del Consiglio nazionale forense, che evidenzia la fase delicata attraversata dal rapporto tra politica e magistratura. L’attenzione mediatica si concentra sulla necessità di riportare il confronto entro i binari della correttezza istituzionale, soprattutto alla luce di recenti polemiche scaturite da decisioni giudiziarie oggetto di critiche pubbliche.
Nel dibattito si inseriscono anche vicende giudiziarie di rilievo nazionale che hanno alimentato il confronto. Tra queste, il caso del minore di Napoli per il quale non è stato possibile procedere al trapianto, e la decisione del Tribunale di Palermo relativa al risarcimento connesso alla nave 6 Watcher. Episodi che hanno riportato l’attenzione sull’impatto sociale delle pronunce giudiziarie e sulla responsabilità delle istituzioni nel garantire tutela ai soggetti più vulnerabili.
Il ruolo del CSM viene indicato come centrale nel garantire che i magistrati operino in piena indipendenza e secondo diritto, senza interferenze esterne. In questo quadro, il Capo dello Stato ha richiamato l’esigenza che tanto la politica quanto la magistratura mantengano comportamenti coerenti con le rispettive funzioni, evitando sovrapposizioni o conflitti che possano incidere sulla credibilità complessiva del sistema.
Parallelamente, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha manifestato l’intenzione di muoversi in sintonia con il richiamo presidenziale, in una fase in cui il governo guidato da Giorgia Meloni è impegnato su dossier che riguardano l’organizzazione della giustizia e i rapporti con la magistratura.
La tappa umbra assume un valore simbolico nel contesto nazionale. Perugia diventa così il luogo da cui parte un messaggio rivolto all’intero Paese: la giustizia rappresenta un cardine dell’ordinamento democratico e richiede un clima di confronto improntato a sobrietà e responsabilità. In vista del referendum, l’appello presidenziale punta a riportare il dibattito sui contenuti dei quesiti, evitando derive polemiche e personalizzazioni che possano compromettere la qualità del confronto pubblico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*