Lavoro nero nel Varesotto, GdF scopre irregolarità diffuse

Nel Varesotto otto lavoratori in nero e datori sanzionati

L’attività di contrasto al lavoro nero condotta dalla Guardia di Finanza di Varese ha portato all’individuazione di otto lavoratori impiegati senza contratto e uno irregolare, oltre alla contestazione di violazioni a carico di otto datori di lavoro operanti in diversi comuni della provincia. I controlli, eseguiti dai militari dei Gruppi di Varese e Busto Arsizio e dalle Compagnie di Gallarate e Gaggiolo, hanno interessato settori eterogenei: edilizia, bar e ristorazione, commercio ambulante e vendita al dettaglio.

Le verifiche hanno riguardato attività situate nei territori di Varese, Somma Lombardo, Solbiate Arno, Malnate, Castellanza e Sesto Calende, aree caratterizzate da una forte vocazione produttiva e turistica. L’analisi delle posizioni lavorative ha evidenziato irregolarità sotto i profili contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale, confermando un quadro diffuso di impiego non dichiarato.

In tutti gli otto interventi, la presenza di personale non registrato ha portato alla richiesta di sospensione dell’attività lavorativa presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese, poiché oltre il 10% dei dipendenti presenti non risultava regolarmente assunto. I provvedimenti sono stati successivamente revocati dopo che i datori di lavoro hanno formalizzato l’assunzione dei lavoratori e provveduto al pagamento delle sanzioni previste.

Ulteriori accertamenti hanno permesso di documentare l’utilizzo di modalità di pagamento non tracciabili, in violazione della normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, che impone l’uso di strumenti idonei a garantire la tracciabilità delle retribuzioni. Le sanzioni amministrative comminate ai datori di lavoro oscillano tra un minimo di 71.400 euro e un massimo di 419.400 euro, in relazione alle violazioni riscontrate.

L’azione delle Fiamme Gialle mira a tutelare sia le imprese che rispettano le regole sia i lavoratori, spesso la parte più esposta nei rapporti di lavoro irregolari. L’impiego in nero comporta infatti la rinuncia alle tutele previdenziali e assicurative, con ripercussioni gravi sulle prospettive pensionistiche e sulla sicurezza in caso di infortuni.

L’attività di controllo proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di contrastare l’economia sommersa e garantire condizioni di lavoro eque e trasparenti.

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