Dossier Hamas, politica divisa mentre cresce l’allarme interno
La rassegna stampa del 29 dicembre 2025 restituisce un quadro politico internazionale attraversato da tensioni, trattative sotterranee e nuove fratture interne. Le aperture dei principali quotidiani convergono su un punto: la mediazione di Donald Trump sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel tentativo di sbloccare il conflitto in Ucraina, mentre in Italia continua a deflagrare il caso dei fondi destinati a Gaza e finiti, secondo le indagini, nella rete di Hamas.
Il Fatto Quotidiano insiste sul “giusto sdegno” della politica italiana per i finanziamenti transitati verso l’organizzazione palestinese, sottolineando però le contraddizioni di chi, negli anni, ha intrattenuto rapporti privilegiati con il Qatar. Il giornale evidenzia il crescente numero di indagati e il clima di tensione che circonda l’imam di Torino, al centro di un’inchiesta che si allarga di ora in ora. Sul fronte internazionale, il quotidiano mette in risalto l’ultima proposta di Trump a Volodymyr Zelensky, definita un tentativo concreto di avvicinare Kiev e Mosca a un’intesa che possa evitare un ulteriore deterioramento del conflitto.
Il Tempo apre con l’ultimo Angelus dell’anno di Papa Leone XIV, ma dedica ampio spazio alla vicenda Annun, descrivendo una “zona grigia” politica che avrebbe favorito raccolte fondi poi ritenute sospette dagli inquirenti. Il quotidiano romano sottolinea come la sinistra sia finita sulla difensiva, mentre emergono nuovi sequestri e ulteriori nomi coinvolti. Sul fronte internazionale, il giornale conferma un clima “amichevole” tra Trump e Zelensky, pur ricordando che la trattativa resta fragile.
Domani propone una lettura più ottimista del negoziato, parlando di leader “pronti alla pace” e di un Trump convinto che il 2026 possa segnare una svolta. Il quotidiano analizza anche le tensioni interne al governo italiano, con un esecutivo che si muove tra riforme fiscali, sicurezza e un’opinione pubblica sempre più polarizzata.
Il Giornale insiste sulla “cupola islamista” e sul metodo delle donazioni che avrebbe alimentato la rete di Annun. Il quotidiano ricostruisce i legami internazionali e le connessioni con figure religiose e attivisti, mentre sul fronte politico evidenzia la necessità di un cambio di passo nella gestione della sicurezza nazionale. Anche qui la diplomazia americana è al centro della scena, con Trump descritto come “moderato” e determinato a chiudere la guerra.
Libero e La Verità adottano toni più duri, parlando di “smemorati di Hamas” e di una sinistra costretta a prendere le distanze da figure con cui aveva condiviso piazze e iniziative. Le ricostruzioni dei due quotidiani si soffermano sulle operazioni immobiliari e sui contanti sequestrati, presentati come prova di un sistema radicato e ben organizzato. Sul fronte internazionale, entrambi i giornali sottolineano la “telefonata proficua” tra Trump e Putin, interpretata come un segnale di apertura.
Il Sole 24 Ore sposta l’attenzione sull’economia, analizzando i bonus casa del 2026, il calo dei lavori agevolati e l’aumento delle rimesse degli immigrati. Il quotidiano economico evidenzia anche il tema della digitalizzazione e della sicurezza informatica, con un focus sui rischi legati all’accesso abusivo ai sistemi aziendali.
Il Messaggero conferma gli “spiragli di pace” e ricostruisce l’incontro di Mar-a-Lago come un passaggio cruciale. Il giornale dedica ampio spazio anche alla morte di Brigitte Bardot, ricordandone la carriera, l’impatto culturale e il legame con l’Italia, in particolare con Roma e Spoleto. L’edizione umbra del quotidiano apre invece con i dati sulla percezione di sicurezza dei cittadini, segnalando che solo un residente su due si sente tranquillo nelle ore notturne.
La cronaca regionale riporta episodi di violenza, emergenze sanitarie e un caso di intossicazione alimentare che ha scosso l’opinione pubblica. Spazio anche allo sport, con la Ternana alla ricerca di stabilità e il Perugia impegnato a consolidare il proprio futuro tecnico.
Nel complesso, la rassegna stampa delinea un Paese attraversato da tensioni politiche, indagini delicate e un contesto internazionale in rapido mutamento. La possibile intesa tra Stati Uniti, Ucraina e Russia resta il punto più osservato, mentre sul fronte interno il caso Hamas continua a generare scosse che coinvolgono partiti, amministratori e associazioni. In chiusura, il ricordo di Bardot emerge come un momento di sospensione collettiva, un omaggio a una figura che ha segnato il cinema e la cultura europea del Novecento.

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