Rapporto evidenzia criticità su oncologia e ambulanze
Il nuovo rapporto dell’Agenas sul sistema sanitario italiano colloca il pronto soccorso dell’ospedale di Perugia tra le strutture più efficienti a livello nazionale. La valutazione emerge dalla recente edizione del Sistema di monitoraggio delle performance di aziende sanitarie e ospedaliere, anticipata da testate nazionali e successivamente diffusa dall’Agenzia.
Il quadro generale restituisce l’immagine di un territorio in fase di recupero, ma con ospedali ancora segnati da difficoltà di accesso e da tempi di permanenza nei pronto soccorso lontani dagli standard di riferimento. Nonostante ciò, alcune realtà si distinguono per capacità organizzativa e rapidità di risposta: oltre a Perugia, figurano il San Carlo di Potenza e il Dulbecco di Catanzaro, segnalati come esempi di efficienza.
Accanto ai riconoscimenti, il rapporto evidenzia anche criticità. Perugia compare infatti tra le strutture con maggiori ritardi negli interventi oncologici alla mammella entro i 30 giorni, insieme al Brotzu di Cagliari. In questo ambito, le migliori performance sono registrate a Pisa, Modena e Verona, con valori superiori al 70%, mentre Perugia e Cagliari restano sotto la soglia del 20%.
Parallelamente, l’indagine Agenas fotografa la situazione dei servizi di emergenza territoriale. Su 110 aziende sanitarie, 41 superano i 20 minuti di attesa per l’arrivo di un’ambulanza, ben oltre il target nazionale fissato a 18 minuti. La situazione più critica riguarda la Asl di Vibo Valentia, con una media di 35 minuti, seguita da altre realtà calabresi che si attestano oltre la mezz’ora. Anche Oristano (26 minuti) e Messina (25) mostrano tempi elevati.
In controtendenza, alcune aziende sanitarie si distinguono per efficienza: la Giuliano Isontina (Trieste e Gorizia) registra una media di 12 minuti, mentre Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma e Genova si attestano sui 13 minuti.
Il rapporto Agenas, pur evidenziando segnali di miglioramento nel sistema sanitario, sottolinea la necessità di ridurre i tempi di accesso e di intervento, sia nei pronto soccorso sia nei servizi di emergenza territoriale, per garantire standard uniformi e risposte tempestive ai cittadini.

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