Riflessione su Gaza con Rula Jebreal al Festival Internazionale per la Parità di Genere

Donne e bambini al centro del dibattito finale

di Morena Zingales
Si è conclusa con la terza giornata la nuova edizione del Festival Internazionale per la Parità di Genere, che ha confermato Perugia, la città ospitante, come uno dei principali luoghi di confronto su parità, inclusione e cultura a livello nazionale e internazionale. La manifestazione, articolata in tre giornate di incontri e approfondimenti, ha affrontato temi centrali dell’attualità contemporanea, dal linguaggio alle transizioni digitali, dalla sostenibilità all’intelligenza artificiale, fino alle sfide poste dalla comunicazione e dall’informazione.

Durante il Festival, esperti e protagonisti del mondo culturale e accademico hanno analizzato i cambiamenti sociali e tecnologici che incidono sulla parità di genere, mettendo in luce non solo le opportunità offerte dai nuovi strumenti digitali ma anche i rischi di amplificazione degli stereotipi e delle discriminazioni online. La riflessione si è concentrata su come le tecnologie e le narrazioni mediatiche possano contribuire a ridurre o, al contrario, a consolidare i divari esistenti.

Nella giornata conclusiva, il programma ha proposto talk, panel e workshop di alto livello con ospiti di rilievo nazionale e internazionale. Tra gli appuntamenti più seguiti, il dialogo tra la giornalista e scrittrice Rula Jebreal e Luisa Garribba Rizzitelli nel panel intitolato “Genere e Genocidio in Gaza”. L’incontro ha offerto un’analisi approfondita sul rapporto tra le donne, la guerra e la pace, con particolare riferimento al conflitto in corso nella Striscia di Gaza.

Nel suo intervento, Jebreal ha evidenziato come, in ogni guerra, le donne e i bambini siano le prime vittime, sottolineando che nel caso di Gaza la percentuale di donne e minori tra i civili uccisi rappresenta circa il 75% del totale. Ha ricordato inoltre la distruzione di ospedali e strutture sanitarie, tra cui la clinica Bessan, che custodiva migliaia di embrioni, interpretata come un attacco alla possibilità di generazioni future.

La giornalista ha poi richiamato l’attenzione sulle testimonianze di detenute palestinesi che hanno riferito abusi e torture, e sulla recente restituzione da parte di Israele di decine di corpi di prigionieri, molti dei quali mutilati. Ha definito il conflitto in corso come “uno dei crimini più gravi del secolo”, insistendo sulla necessità di una pace fondata su giustizia, diritti e fine dell’occupazione militare.

Riflettendo sugli accordi temporanei di tregua, Jebreal ha sottolineato come la pace non possa essere considerata tale in assenza di condizioni fondamentali: la cessazione dell’occupazione, il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione palestinese e la pressione della comunità internazionale sul rispetto del diritto internazionale.

La coordinatrice del Festival, Giuseppina Bonerba, ha ribadito l’importanza di affrontare il tema del divario di genere in tutte le sue sfaccettature, ricordando che le disparità coinvolgono ogni ambito della vita pubblica e privata. La manifestazione si è così conclusa riaffermando la centralità della cultura come strumento di dialogo, riflessione e costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole.

 

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