Alta tensione sotto Palazzo Spada, interviene la polizia
Momenti di forte tensione questa mattina a Terni, sotto Palazzo Spada, sede del Comune, dove un gruppo di manifestanti di Europa Verde Umbria si è radunato in protesta contro le recenti affermazioni del sindaco Stefano Bandecchi riguardo alla guerra a Gaza e, in particolare, sui bambini rimasti vittime del conflitto. La situazione è rapidamente degenerata poco prima dell’inizio del consiglio comunale, con l’arrivo del primo cittadino in piazza.
Il sindaco, sceso dalla propria auto per raggiungere l’aula, è stato immediatamente avvicinato da numerosi manifestanti. I cori e le contestazioni si sono trasformati in un confronto diretto, con urla e accuse lanciate all’indirizzo del primo cittadino. In alcuni frangenti, la distanza tra Bandecchi e i contestatori si è ridotta a pochi centimetri, con il rischio concreto che lo scontro verbale potesse degenerare in contatto fisico.
La tensione è stata alimentata dal ricordo delle parole del sindaco, che nei giorni scorsi avevano suscitato forte indignazione tra associazioni, cittadini e opposizioni politiche. Nella piazza si sono levate accuse di violenza e richieste di dimissioni, mentre più voci gridavano contro il primo cittadino appellativi duri e diretti.
I manifestanti hanno più volte accusato Bandecchi di non rispettare il loro diritto di parola, rivendicando la possibilità di contestarlo pubblicamente. Lo scontro si è fatto serrato, con il sindaco che ha tentato di rispondere e farsi largo tra la folla avanzando personalmente, senza attendere l’intervento della scorta. Tuttavia, l’atmosfera si è ulteriormente accesa, con urla reciproche, insulti e una crescente concitazione.
Alcuni passaggi del confronto sono stati particolarmente tesi: da una parte i manifestanti accusavano il sindaco di essere “violento” e di non rispettare il ruolo istituzionale che ricopre, dall’altra Bandecchi replicava con toni duri, difendendo le proprie posizioni e sottolineando il diritto a esprimersi liberamente. La situazione è sfuggita di mano nel giro di pochi minuti.
Le forze dell’ordine, già presenti per garantire la sicurezza del consiglio comunale, sono dovute intervenire in maniera decisa. Diversi agenti hanno circondato il sindaco e lo hanno portato via di peso per allontanarlo dal centro della folla, evitando che la contrapposizione verbale si trasformasse in scontro fisico. La scena, avvenuta davanti a decine di persone, ha dato l’immagine di una città spaccata e di una tensione crescente attorno alla figura del primo cittadino.
Durante il parapiglia, i contestatori hanno continuato a gridare frasi di accusa, ribadendo di sentirsi offesi dalle parole pronunciate nei giorni precedenti e denunciando quello che hanno definito un atteggiamento offensivo e provocatorio del sindaco. La folla lo ha più volte invitato ad allontanarsi dalla piazza, accusandolo di non avere rispetto per le sensibilità di chi manifestava contro la guerra e in solidarietà al popolo palestinese.
In diversi momenti si è percepito il rischio che la protesta potesse degenerare ulteriormente. Alcuni manifestanti hanno urlato a ripetizione che Bandecchi era “un violento”, altri lo hanno invitato a “stare in silenzio”, mentre dall’altra parte il sindaco rispondeva con fermezza, ribadendo di non accettare di essere zittito e difendendo il proprio diritto a parlare.
La vicenda ha avuto eco immediata anche all’interno di Palazzo Spada, dove i lavori del consiglio comunale hanno preso il via in un clima appesantito dagli eventi accaduti poco prima. La tensione in città appare in crescita da giorni, alimentata dalle dichiarazioni del sindaco e dalle proteste delle opposizioni, che nei giorni scorsi avevano già annunciato iniziative simboliche contro le sue parole.
“Come Europa Verde Umbria, insieme a tanti cittadini e cittadine – scrive Gianfranco Mascia, Co-portavoce di Europa Verde Umbria – abbiamo sentito il dovere di far sentire la nostra voce. Respingiamo con la massima fermezza le fandonie diffuse dal sindaco nei giorni scorsi, sia riguardo alla gravissima questione degli stupri, sia rispetto all’infamante accusa mossa a tutti noi di essere “filo-Hamas”. Si tratta di affermazioni inaccettabili, che offendono la dignità di un’intera comunità e banalizzano temi di enorme delicatezza”.
Siamo felici e orgogliosi che il presidio, organizzato spontaneamente in meno di 48 ore, abbia visto una risposta così ampia e sentita. Questo è il segnale inequivocabile che i cittadini di Terni non ne possono più dell’arroganza e delle esternazioni di Stefano Bandecchi, che dimostra di non essere all’altezza del ruolo istituzionale che ricopre.
Per questo, annunciamo oggi la nascita del “Presidio Democratico contro Bandecchi” (PDB). A partire da oggi, ogni qualvolta il sindaco si riunirà in Consiglio Comunale o in Consiglio Provinciale, noi saremo lì. Organizzeremo un presidio permanente per ricordare a tutti che la democrazia è un bene prezioso, non un gioco nelle mani di un folle. Le istituzioni meritano rispetto e noi saremo lì a difenderle.
A intervenire sono stati l’onorevole Emma Pavanelli e il consigliere comunale Claudio Fiorelli, che in due diversi interventi hanno puntato il dito contro il primo cittadino, accusandolo di alimentare un clima di conflittualità permanente.
Pavanelli ha aperto il suo intervento ricordando come, a suo giudizio, sin dal primo giorno di mandato Bandecchi abbia dato spazio a un linguaggio di violenza, indirizzato non solo ai dipendenti comunali ma anche ai consiglieri di opposizione e ai cittadini in dissenso. Ha definito “scioccanti” le sue parole, sottolineando come a Terni si registri una situazione inaccettabile per una città che dovrebbe invece rappresentare un luogo di democrazia e confronto.
Secondo l’onorevole, l’atteggiamento del sindaco si tradurrebbe in una continua offensiva verbale, accompagnata dall’uso costante dei social per trasmettere dirette e interventi che, a suo avviso, trasformano la funzione istituzionale in un ruolo da “influencer dell’odio”. Pavanelli ha inoltre rivolto pesanti accuse alla maggioranza in consiglio comunale, sostenendo che i consiglieri che sostengono Bandecchi finirebbero per avallare un linguaggio intollerabile, arrivando persino a giustificare posizioni estreme e, nelle sue parole, “la politica dello stupro delle bambine”. Ha concluso affermando di provare vergogna come umbra e come italiana di fronte al comportamento del sindaco e all’atteggiamento della sua maggioranza.
Alle parole di Pavanelli si sono aggiunte quelle del consigliere comunale di opposizione Claudio Fiorelli, che ha evidenziato la necessità del sostegno popolare per contrastare l’impatto delle azioni e delle dichiarazioni del sindaco. Fiorelli ha ricordato come il ruolo dei consiglieri di minoranza sia limitato senza la partecipazione attiva dei cittadini, sottolineando che la loro voce deve essere rafforzata dalla presenza e dal sostegno di chi protesta.
Il consigliere ha rimarcato come ogni dichiarazione del sindaco, in quanto rappresentante della città, si rifletta inevitabilmente sull’immagine di Terni. Ha citato l’esempio della risonanza mediatica nazionale, dove non si parla del singolo Stefano Bandecchi ma del “sindaco di Terni”, con conseguenze dirette sull’immagine complessiva della comunità. Fiorelli ha descritto questo effetto come un danno che investe tutti i cittadini, non solo chi si oppone politicamente al primo cittadino.
Nel suo intervento, Fiorelli ha invitato la popolazione a non rimanere in silenzio, ricordando che l’assenza di reazioni viene interpretata come una tacita accettazione delle parole del sindaco. Ha inoltre espresso rammarico per il comportamento dei consiglieri di maggioranza, accusati di non prendere le distanze dalle dichiarazioni di Bandecchi. A suo parere, la mancata opposizione equivale a una condivisione delle posizioni del sindaco, contribuendo così a consolidare un clima che definisce dannoso per l’intera comunità.

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