Piazza divisa, governo prudente, Francia riconosce Palestina
Le cronache dei principali quotidiani nazionali mettono in rilievo la tensione che ha attraversato l’Italia dopo le manifestazioni pro-Palestina, segnate da violenze, scontri con la polizia e disagi diffusi nelle città.
Il Riformista descrive cortei sfociati in devastazioni e blocchi, legandoli alla decisione della Francia di riconoscere lo Stato di Palestina, mossa che secondo Stefano Vernetti rappresenterebbe un errore grave. Il giornale sottolinea la cautela dell’Italia nei vertici ONU e la spaccatura interna ai riformisti, con alcuni dirigenti assenti alla direzione. Sul piano economico, il governo appare ottimista grazie ai dati Istat considerati positivi per manovra e conti pubblici.
L’Unità, invece, parla di un Paese in rivolta: 65 città coinvolte, oltre mezzo milione di persone in piazza e circa 500 mila partecipanti secondo le stime. A Milano si registrano scontri violenti, con la premier Giorgia Meloni che ha bollato le scene come “indegne”. L’editoriale di Piero Sansonetti accusa l’esecutivo di seguire la linea di Netanyahu, mentre l’Europa, prigioniera degli interessi legati alle armi, appare incapace di reagire.
Anche Domani conferma la mobilitazione di massa, definendola un atto di protesta contro un “nuovo genocidio”. Il giornale descrive lo sciopero generale come un successo, con trasporti, scuole e fabbriche ferme. A Milano, ancora una volta, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno portato a circa 60 feriti. L’analisi di Gigi Riva interpreta il riconoscimento della Palestina come gesto simbolico ma necessario, mentre ammonisce sui rischi di una politica europea paralizzata.
Più severo il quadro tracciato da Libero, che parla di guerriglia interna alimentata dalla sinistra pacifista. Autostrade, porti e stazioni sarebbero stati bloccati da “fanatici coccolati dall’opposizione”, con Milano trasformata in un campo di battaglia. Per il quotidiano, i cittadini sono rimasti ostaggio di violenti e di vip in piazza contro Israele.
La stessa linea è seguita da Il Giornale, che definisce “delinquenti” i protagonisti delle proteste. Viene evidenziato il caos a Roma e Milano, con la stazione centrale devastata e decine di agenti feriti. Sul piano politico, Alessandro Sallusti attacca il Movimento 5 Stelle, accusato di solidarizzare con gli estremisti.
Dura anche La Verità, che interpreta i cortei come un pretesto per scatenare violenze e odio politico. La testata insiste sul dato dei 60 agenti feriti e accusa “la peggio gioventù” di aver trasformato la causa palestinese in un’occasione per mettere a ferro e fuoco le città.
Il Dubbio si concentra invece sull’impatto giuridico e politico. Sottolinea le violenze delle piazze ma ricorda anche il dibattito sulle carriere separate dei magistrati e la riforma della giustizia, rimettendo al centro il ruolo della magistratura e il peso che avrà nel prossimo referendum.
Sul fronte economico, Il Sole 24 Ore analizza i dati Istat e le previsioni di crescita. Dopo un PIL 2023 in rialzo dell’1%, emergono però incertezze per il biennio 2025-2026. Le esportazioni di macchinari verso Germania e Cina calano, mentre il governo rivendica stabilità dei conti pubblici.
Il Tempo enfatizza l’assalto alla stazione centrale di Milano, parlando di “Italia ostaggio di violenti”. Racconta di 50 agenti feriti e traffico paralizzato fino a notte fonda. Anche qui, Meloni condanna le violenze, ribadendo che non migliorano la condizione della popolazione di Gaza.
Diverso l’approccio dell’Avvenire, che invita a guardare oltre la cronaca e richiama le parole del cardinale Zuppi: la guerra, secondo il quotidiano cattolico, viene riabilitata come strumento politico, mentre l’Europa dovrebbe diventare maestra di pace. Viene dato spazio anche alle manifestazioni pacifiche che hanno coinvolto migliaia di giovani.
Il Manifesto interpreta la mobilitazione come segnale di un’Italia diversa rispetto al governo, definendola un “Palestine Day” globale. Descrive cortei pieni e sciopero riuscito, inserendo le proteste nel contesto di un movimento internazionale contro il massacro a Gaza.
Anche Il Fatto Quotidiano mette in risalto l’aspetto pacifico delle proteste, evidenziando però come i media abbiano parlato soprattutto dei circa cento violenti che hanno generato scontri a Milano.
Infine, Il Messaggero riporta il bilancio di 60 agenti feriti e 10 arresti, con scontri a Milano e manifestazioni pacifiche a Roma. Sul fronte politico, sottolinea la spending review varata da Palazzo Chigi e il rafforzamento della quota di Monte dei Paschi da parte di Mediobanca.
Le diverse voci della stampa italiana restituiscono un quadro fratturato: da un lato la denuncia di un Paese ostaggio delle violenze, dall’altro l’interpretazione delle piazze come testimonianza di un impegno civile per Gaza. Sullo sfondo resta la decisione francese di riconoscere la Palestina, che riapre il dibattito internazionale e mette in evidenza la prudenza dell’Italia nei consessi dell’ONU.

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