Strutture abusive e lavoratori irregolari nel mirino
Nel quadro delle operazioni di vigilanza economica sul territorio, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia ha intensificato le ispezioni su strutture ricettive e locazioni turistiche, con l’obiettivo di contrastare l’abusivismo e tutelare la concorrenza leale in un comparto cruciale per l’economia locale. L’iniziativa, come si legge nel comunicato stampa firmato dal Gen. B. Carlo Tomassini, nasce anche dalle ripetute segnalazioni di associazioni di categoria come Federalberghi e Assoturismo, che da tempo denunciano la crescita incontrollata di attività non conformi alle normative.
Le verifiche hanno interessato numerosi comuni umbri, tra cui Assisi, Foligno, Spoleto, Todi, Gubbio, Campello sul Clitunno e Umbertide. Prima di procedere con le ispezioni, le Fiamme Gialle hanno condotto una dettagliata analisi del rischio, incrociando dati da banche pubbliche e piattaforme digitali per individuare le situazioni più critiche.
Su 29 strutture controllate, ben 24 sono risultate non in regola, evidenziando una percentuale di irregolarità pari all’83%. Le violazioni più frequenti riguardano la mancata comunicazione dell’inizio attività ai Comuni, l’assenza della dichiarazione di locazione e la mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), introdotto dalla legge n. 191/2023 per garantire trasparenza e tracciabilità nel settore turistico.
L’indagine ha portato alla luce ricavi non dichiarati per oltre 880.000 euro, segnalati all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, undici gestori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per non aver comunicato le generalità degli ospiti, in violazione delle norme sulla sicurezza pubblica
Controlli a tappeto
Tra i casi più rilevanti, spiccano tre soggetti – due a Gubbio e uno a Umbertide – che affittavano immobili a turisti senza alcun contratto formale e senza adempiere agli obblighi fiscali, evadendo complessivamente oltre 90.000 euro. A Todi, è stato individuato un cittadino residente all’estero che gestiva un’attività extra alberghiera in forma non imprenditoriale, omettendo di dichiarare redditi per circa 180.000 euro.
A Campello sul Clitunno, un altro immobile adibito a ricezione turistica non imprenditoriale ha generato redditi non dichiarati per circa 195.000 euro, secondo quanto emerso dagli accertamenti. Le irregolarità non si sono limitate agli aspetti fiscali: durante le operazioni, sono stati scoperti sei lavoratori in nero impiegati da tre diversi datori di lavoro. Le sanzioni previste per ciascun dipendente irregolare variano da 1.950 a 11.700 euro, per un totale potenziale superiore a 70.000 euro.
L’azione di controllo, come sottolineato nel comunicato stampa, proseguirà nei prossimi mesi e si inserisce in un programma più ampio di monitoraggio delle attività economiche nella provincia di Perugia. L’area, caratterizzata da una forte vocazione turistica, accoglie ogni anno migliaia di visitatori, soprattutto durante l’estate e in occasione di eventi culturali e religiosi.
Il Gen. B. Carlo Tomassini ha ribadito l’importanza di garantire legalità e trasparenza in un settore che rappresenta una risorsa strategica per il territorio. Le operazioni condotte mirano non solo a reprimere le condotte illecite, ma anche a tutelare gli operatori onesti e a preservare la qualità dell’offerta turistica umbra.
La Guardia di Finanza continuerà a monitorare il fenomeno, con l’intento di rafforzare la fiducia dei cittadini e degli imprenditori nel rispetto delle regole. Il messaggio è chiaro: chi opera nell’illegalità non solo danneggia l’erario, ma mina la sostenibilità di un sistema economico che vive di reputazione, accoglienza e correttezza.

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