Strage di civili, tra le vittime diversi bambini
Un nuovo e durissimo attacco ha colpito la capitale ucraina, con un bilancio di vittime civili che comprende anche numerosi bambini. Le testate nazionali e internazionali sottolineano come l’offensiva russa contro Kiev rappresenti una delle più violente dall’inizio del conflitto. Secondo quanto riportato da Domani, il raid avrebbe provocato almeno diciotto morti, di cui quattro minori, causando ingenti danni anche a sedi diplomatiche e uffici collegati all’Unione Europea.
Sul tema si concentra anche L’Unità, che descrive l’attacco come “inferno su Kiev”, sottolineando come la prospettiva di una tregua si allontani ulteriormente. L’editoriale della stessa testata richiama inoltre la posizione del governo italiano, con Giorgia Meloni che, in linea con l’Unione Europea, ha ribadito il sostegno a Kiev, pur fra tensioni interne alla maggioranza.
Il Giornale titola sulla “strage durante i negoziati”, evidenziando come i missili abbiano colpito anche edifici che ospitavano rappresentanze europee. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, avrebbe avuto contatti con Donald Trump per discutere la risposta occidentale, segno di una crescente preoccupazione a livello internazionale.
Sulla stessa linea anche Il Messaggero, che riporta un bilancio di diciannove morti, con quattro bambini tra le vittime. La testata romana sottolinea l’impatto simbolico dell’attacco contro uffici collegati all’Unione Europea e al British Council, interpretandolo come un messaggio diretto di Mosca all’Europa.
Duro anche il commento de Il Riformista, che parla di “inferno sulla terra” e rimarca come l’azione militare abbia colpito civili inermi, acuendo la pressione su un conflitto che non trova sbocchi diplomatici. Il Manifesto invece descrive l’operazione come una pioggia di “600 droni e 30 missili balistici” che hanno devastato la capitale, ribadendo che la strategia di Mosca è ormai quella di usare il negoziato come arma di forza.
Secondo La Verità, la situazione internazionale si intreccia anche con le scelte economiche europee: la proposta di un “bond per le armi” lanciata da Ursula von der Leyen con l’appoggio di Francia e Germania alimenta ulteriori tensioni, con l’Italia che ribadisce il rifiuto all’invio di truppe ma resta allineata sulle sanzioni.
Il tema viene ripreso da Avvenire, che parla di “capitale in fumo”, con il secondo attacco più grave dall’inizio del conflitto. La testata cattolica mette in risalto le parole di Meloni, secondo la quale “Putin non vuole la pace”, e sottolinea l’asse tra Mosca, Pechino e Pyongyang, evidenziando i rischi di un fronte sempre più compatto contro l’Occidente.
Tra gli altri temi che emergono nella rassegna stampa, Il Fatto Quotidiano lega le tensioni geopolitiche al piano casa del governo italiano, definito “patacca per ingrassare i privati”, ma non manca di richiamare la posizione italiana sul conflitto ucraino, con Roma che insiste sull’impossibilità di una soluzione militare diretta.
Infine, La Nazione e Il Messaggero Umbria riprendono in chiave locale gli effetti della guerra, mettendo in luce come la crisi internazionale influisca su economia e società, mentre le comunità umbre guardano con apprensione all’evolversi di un conflitto che continua a mietere vittime innocenti, senza distinzione di età.

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