Cadavere di donna trovato ad Arrone, aperta inchiesta

Indagini per occultamento, autopsia disposta a Perugia

È stata la figlia, Elisabetta, a indicare ai carabinieri il luogo in cui era stato sepolto il corpo di sua madre, Enza Delli Gatti, 71 anni. In lacrime, dopo forti contrasti familiari, ha portato gli investigatori dell’Arma di Terni in località I Caroci, frazione di Arrone, nella Valnerina. Lì, ai piedi di un muro di contenimento, a circa mezzo metro di profondità, sono stati rinvenuti resti umani in avanzato stato di decomposizione.

L’abitazione isolata, al confine con la provincia di Rieti, era il luogo in cui la donna aveva vissuto negli ultimi anni con la figlia e il genero. Al momento dell’arrivo dei militari era presente soltanto l’uomo. Secondo le prime verifiche, il decesso risalirebbe a molti mesi fa. Nonostante ciò, l’Inps ha continuato a versare la pensione della 71enne, regolarmente riscossa da qualcuno.

Il pubblico ministero Raffaele Pesiri ha aperto un fascicolo per occultamento di cadavere. L’identificazione ufficiale del corpo è affidata agli esami genetici, ma gli inquirenti ritengono altamente probabile che si tratti proprio di Enza Delli Gatti, originaria di Montella (Avellino). L’ultima traccia documentata della donna risale all’agosto 2024, quando era stata ricoverata per un malore. Da allora nessuno l’avrebbe più vista.

Un vicino ricorda di aver accompagnato Elisabetta e la madre al pronto soccorso proprio in quell’occasione. Poi, il silenzio. Né i figli né i numerosi nipoti avrebbero denunciato la scomparsa, e i pagamenti della pensione sono proseguiti senza interruzioni. Le indagini ora puntano a chiarire chi materialmente ritirasse le somme e con quale ruolo nella vicenda.

Il magistrato conferirà domani l’incarico al medico legale Massimo Lancia per eseguire l’autopsia, che sarà affiancata da analisi specialistiche: antropologiche, per stabilire la data del decesso; genetiche, per confermare l’identità della vittima; tossicologiche, per verificare l’eventuale assunzione di sostanze letali.

Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e familiari. Da un lato la versione della figlia, che dopo essersi trasferita di nuovo a Montella ha deciso di raccontare quanto accaduto; dall’altro quella del marito, che viveva con lei nella casa isolata e che ha quattro figli non residenti in Umbria. Le ricostruzioni non coincidono e restano coperte da stretto riserbo.

Il quadro investigativo deve ancora chiarire le circostanze esatte della morte e le responsabilità sull’occultamento del cadavere. Restano da ricostruire anche i rapporti familiari della donna, separata dal marito e madre di cinque figli, che aveva acquistato la casa di Arrone circa vent’anni fa dopo un periodo trascorso nel Viterbese.

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