Il NAS ferma un chirurgo sorpreso con paziente in abitazione
I Carabinieri del NAS di Roma hanno bloccato un medico mentre stava eseguendo un’operazione chirurgica in un appartamento, disponendo per lui gli arresti domiciliari su ordinanza del GIP del Tribunale di Roma richiesta dalla Procura della Repubblica, che aveva sollecitato il carcere data la gravità dei fatti. Il professionista sanitario era già sottoposto a una misura di sospensione dall’esercizio della professione medica in seguito a procedimenti precedenti, ma nonostante ciò era stato trovato intento a eseguire un intervento di otoplastica in un’abitazione privata situata nel quartiere Quadraro della Capitale.
L’indagine, coordinata dalla Procura con il sostituto procuratore Eleonora Fini, è stata condotta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Roma e ha consentito di interrompere l’attività illegale del medico, che si era reso disponibile per interventi in ambienti privi di garanzie igienico-sanitarie. Secondo quanto accertato, l’uomo era già indagato per altri reati analoghi e per violenza privata, oltre che per un caso di decesso di una donna dopo un intervento di liposuzione.
Le indagini hanno documentato che il professionista, pur sospeso, continuava a operare senza autorizzazione e in violazione delle disposizioni cautelari a suo carico. Il medico, secondo le evidenze raccolte, si avvaleva della collaborazione di un’infermiera in pensione e, in occasione del controllo dei Carabinieri del NAS, è stato colto mentre praticava un’operazione su una giovane sudamericana già sottoposta a iniezione di anestetico locale all’interno di una camera da letto, tra scarpe, indumenti, sporcizia e la presenza di animali domestici dei residenti.
Le riprese effettuate durante l’intervento hanno confermato la violazione delle norme e le condizioni precarie in cui venivano effettuati interventi di chirurgia estetica, documentando come l’operazione fosse in corso su un lettino improvvisato, in un ambiente non idoneo, in totale mancanza di adeguati requisiti di igiene e sicurezza per i pazienti. Il medico aveva continuato a esercitare la professione nonostante fosse destinatario di un provvedimento di sospensione per reati precedenti e stava effettuando interventi a pagamento presso abitazioni private, con attrezzature chirurgiche proprie.
Il provvedimento di arresto è stato eseguito nella giornata del 21 luglio 2025, e si precisa che è stato disposto nella fase delle indagini preliminari, dove, fino al giudizio definitivo, vige la presunzione di non colpevolezza per l’indagato. I controlli condotti dal NAS si inseriscono in una più ampia attività di verifica e monitoraggio sul territorio, finalizzata a contrastare le pratiche mediche clandestine che mettono a rischio la salute dei pazienti, con interventi effettuati da operatori sospesi o non autorizzati.
Le evidenze raccolte dai militari del NAS hanno permesso di ricostruire la rete di contatti del medico, individuando i luoghi in cui venivano organizzati gli interventi, spesso pubblicizzati attraverso passaparola tra cittadini stranieri e italiani che cercavano operazioni a costi ridotti. L’intervento al Quadraro, interrotto grazie al blitz dei Carabinieri, ha impedito che la giovane paziente fosse sottoposta a ulteriori pratiche in condizioni di rischio, evitando possibili complicanze e conseguenze gravi per la salute.
Il medico è ora sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti, mentre proseguono le indagini per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e chiarire tutti gli episodi precedenti legati alla sua attività. L’operazione condotta dal NAS si inserisce nelle attività a tutela della salute pubblica e del rispetto delle normative sanitarie, con un controllo costante per garantire la sicurezza dei cittadini.

Commenta per primo