Operazione “Pratì” della DDA di Reggio Calabria e della Polizia di Stato
All’alba di oggi è scattata una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di 17 cittadini italiani, mentre altri 4 risultano irreperibili. I destinatari delle misure cautelari sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, coltivazione e spaccio di marijuana e detenzione illegale di armi.
L’operazione, denominata “Pratì”, ha coinvolto oltre 120 agenti impegnati nelle province di Reggio Calabria (con epicentro nei comuni di Platì e Siderno) e in diverse località di Lombardia e Umbria: Milano, Pavia, Voghera e Spoleto.
Le indagini, avviate a partire da un tentativo di importazione di cocaina dalla Colombia, hanno permesso di identificare tre gruppi criminali organizzati:
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Il primo, operante nel traffico di cocaina, tramite intermediari attivi con i cartelli sudamericani.
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Il secondo, con contatti diretti con i narcos del Clan del Golfo colombiano.
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Il terzo, dedito alla coltivazione di cannabis e al commercio della marijuana ricavata.
Secondo la Procura, l’organizzazione puntava a introdurre in Calabria carichi di cocaina fino a 300 chilogrammi, con un potenziale valore sul mercato di oltre 30 milioni di euro. Una spedizione intercettata conteneva 1 kg di cocaina purissima occultata nei chicchi di caffè, spedita tramite un normale pacco postale DHL (estranea ai fatti), sequestrato presso l’aeroporto di Ciampino.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito la presenza di soggetti calabresi stabilmente residenti in Colombia, incaricati del coordinamento operativo tra produzione, spedizione e logistica della droga.
Per quanto riguarda la marijuana, il gruppo coinvolto nella produzione mostrava elevata competenza tecnica, con selezione di semi, gestione delle coltivazioni e pianificazione della distribuzione. Tutte le funzioni risultavano distribuite tra i membri del sodalizio, con ruoli ben definiti.
Le indagini sono ancora in fase preliminare, e per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza. Per i quattro irreperibili, sono state attivate procedure internazionali di ricerca tramite il progetto ICAN e il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.

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