L’operazione USA scuote il Medio Oriente e l’Occidente
Gli Stati Uniti hanno colpito tre impianti nucleari in Iran con un attacco aereo notturno condotto da sette bombardieri B-2 Spirit. Secondo quanto riportato da la Nazione, l’operazione, battezzata “Martello di mezzanotte”, avrebbe impiegato un ordigno a guida GPS capace di penetrare decine di metri di cemento armato prima dell’esplosione. L’azione militare, definita da più fonti come “senza precedenti”, sarebbe avvenuta mentre in Italia era ancora notte.
Il Sole 24 Ore sottolinea che l’attacco avrebbe avuto come obiettivo la centrale di Fordow e altri due siti coinvolti nel programma nucleare iraniano. Tuttavia, il Pentagono ha ridimensionato i risultati parlando di “danni limitati” e confermando che il materiale nucleare era già stato trasferito altrove in previsione dell’offensiva. Nessuna vittima è stata segnalata, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa iraniana, grazie all’evacuazione preventiva del personale dai siti coinvolti.
La reazione dell’Iran non si è fatta attendere. Le autorità di Teheran hanno minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di greggio, da cui transita almeno un quinto del petrolio mondiale. La chiusura, evidenzia il Fatto Quotidiano, potrebbe provocare un’impennata dei prezzi del gas e del petrolio, già sotto pressione per le tensioni in Medio Oriente.
Dal fronte interno statunitense, si registra una forte spaccatura politica. Come evidenziato dal Giornale, l’azione militare ha provocato malumori nella base del partito repubblicano e nell’area conservatrice legata al movimento MAGA, che si aspettava un ritorno a politiche isolazioniste. La Casa Bianca ha escluso un regime change in Iran, ma l’operazione è stata interpretata da molti osservatori come un deciso cambio di rotta rispetto alle precedenti dichiarazioni di Donald Trump.
Il Messaggero riporta che, in risposta alla nuova fase del conflitto, le basi NATO presenti in Italia, tra cui Sigonella e Aviano, sono state poste in stato di massima allerta. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avviato contatti con i leader europei e ha espresso disponibilità a promuovere un vertice sul nucleare. L’Unione Europea, intanto, resta defilata, mentre Mosca e Pechino hanno condannato l’operazione USA.
In prima pagina, Il Tempo definisce il raid statunitense come “l’inizio di una nuova guerra”, mentre Libero evidenzia come la reazione iraniana potrebbe estendersi anche a obiettivi occidentali. Il Corriere dell’Umbria segnala l’innalzamento del livello di sicurezza sul territorio nazionale.
In conclusione, mentre Washington rivendica il successo dell’operazione, Teheran parla di “conseguenze eterne”. La comunità internazionale resta in attesa delle prossime mosse in uno scenario che si evolve ora dopo ora.

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