Povertà “cronica”, a Perugia difficoltà in crescita, la casa il problema principale

Presentato il Rapporto Caritas 2024, Riconosciute le difficoltà crescenti tra i più vulnerabili

Il decimo Rapporto sulle Povertà e Risorse della Caritas diocesana di Perugia-Città della Neve, intitolato “Intrecci di Reti. Reti per Includere”, è stato presentato di recente, evidenziando un lieve ma costante aumento della povertà nella regione. Il direttore della Caritas, don Marco Briziarelli, ha sottolineato come la povertà stia mutando in tutte le sue forme, richiedendo un’attenzione continua e un ascolto attento da parte dell’organizzazione.

Nel 2024, il Centro di Ascolto ha registrato 1.832 nuclei familiari in cerca di aiuto, segnando un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Questo dato sembra indicare una stabilizzazione dopo i picchi dovuti alla pandemia, al conflitto in Ucraina e alla crisi energetica, che hanno colpito duramente le famiglie. Complessivamente, considerando anche i centri parrocchiali, i nuclei assistiti arrivano a 3.688, coinvolgendo oltre 12.000 persone, con un incremento dell’11,4% rispetto al 2023.

Tuttavia, questa stabilità nasconde preoccupazioni profonde riguardo alla sostenibilità dei servizi offerti. Nel 2019, i nuclei assistiti erano poco più di 1.600, evidenziando un aumento significativo nel tempo. Tra coloro che richiedono aiuto, il 25,6% è di nazionalità italiana, comunque inferiore rispetto agli stranieri. I paesi con il maggior numero di richiedenti rimangono il Marocco, la Nigeria, il Perù, l’Ucraina e la Tunisia.

L’analisi per genere mostra che nel 2024 il totale è composto da 957 donne (52,2%) e 875 uomini. È significativo notare che quasi il 12% dei richiedenti ha aperto la propria scheda oltre dieci anni fa, indicando una povertà di tipo “cronico”. Le fasce di età più giovani sono predominanti tra gli stranieri, mentre gli italiani assistiti tendono ad essere più anziani.

Per quanto riguarda la situazione abitativa, il 48,7% dei richiedenti vive in condizioni di difficoltà, spesso in subaffitto o in situazioni precarie. Inoltre, sono state presentate oltre 3.000 richieste di sostegno abitativo in Umbria nel 2024, con una concentrazione significativa nella Diocesi di Perugia.

Il report evidenzia anche un basso livello di istruzione tra i richiedenti, con il 48,3% che non supera la licenza media. I disoccupati in cerca di lavoro rappresentano il 48,4% del totale. La Caritas ha attuato circa 90.000 interventi, con un incremento del 5,6%, offrendo beni e servizi materiali e supporto abitativo.

La centralità della questione abitativa e la crescente intensità dei bisogni richiedono un impegno costante da parte della Caritas, che promuove progetti per la giustizia sociale e il benessere comunitario, inclusi percorsi di inclusione per detenuti ed iniziative per un invecchiamento attivo. La campagna di raccolta fondi “C’è un problema grande come una casa” è attiva per affrontare l’emergenza abitativa, sottolineando l’urgenza di un intervento collettivo.

Intervento del Professore Pierluigi Grasselli sulla Povertà

Il professore Pierluigi Grasselli, economista, esprime preoccupazione per l’incremento della povertà e delle disuguaglianze in Italia. Secondo Grasselli, le misure attuali non affrontano il problema in modo universale, ma si limitano a categorie specifiche di famiglie, escludendo una larga parte della popolazione bisognosa. A Perugia, il numero di utenti rimane costante rispetto all’anno precedente, ma l’intensità dei bisogni è in costante crescita, in particolare per quanto riguarda la questione abitativa.

Grasselli sottolinea l’importanza dell’alloggio, che influisce profondamente sull’identità e sull’autonomia delle persone. Negli ultimi due anni, le richieste di aiuto per la situazione abitativa sono aumentate del 50% nella diocesi di Perugia. Un altro punto critico riguarda le persone che vivono sole, che rappresentano il 35% dei poveri, con una significativa percentuale di italiani e anziani, i quali sono considerati i più vulnerabili.

Il professore mette in evidenza anche la scarsa scolarizzazione, con il 48% dei richiedenti che non supera la licenza media. Questo fattore contribuisce ad aggravare la situazione, insieme al problema occupazionale: oltre 800 sono disoccupati e circa 300 sono lavoratori poveri, una condizione che si riflette in tutta Italia, inclusa l’Umbria.

Grasselli riconosce l’impegno della Caritas, che ha attuato decine di migliaia di interventi per affrontare queste problematiche, evidenziando l’importanza di un rapporto annuale consultabile online. Infine, il professore commenta come la situazione geopolitica attuale, in particolare la necessità di riarmarsi da parte di vari stati, possa ridurre i fondi destinati al welfare, aggravando ulteriormente la condizione dei più vulnerabili.

La Caritas, conclude, chiede un maggiore sostegno e una partecipazione attiva alle politiche contro la povertà, affinché le organizzazioni e i cittadini possano collaborare per una risposta più efficace a questa crisi sociale.

Monsignor Maffeis: La Caritas come Volano di Solidarietà

Monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo della diocesi di Perugia-Città della Pieve, sottolinea il ruolo fondamentale della Caritas nel tessuto sociale, definendola un volano di solidarietà. La Caritas, come la conosciamo, non agisce da sola, ma promuove una rete di collaborazione con enti pubblici e comunità, incoraggiando ciascun individuo a partecipare attivamente.

Maffeis mette in evidenza l’importanza della progettualità della Caritas, che non solo risponde ai bisogni immediati, ma contribuisce anche allo sviluppo della dignità umana attraverso relazioni significative e percorsi inclusivi. La sua azione si basa su principi di giustizia sociale e partecipazione comunitaria, promuovendo il bene collettivo.

Il presule riconosce che, sebbene la Caritas fornisca servizi concreti in situazioni di emergenza, è fondamentale che questi interventi siano privi di logiche assistenzialiste. Al contrario, devono riflettere i valori ecclesiali di solidarietà e centralità della persona, qualificando così l’operato della Caritas come educativo e formativo.

Maffeis esprime gratitudine per l’impegno dei volontari e dei giovani che partecipano al servizio civile, evidenziando come questi elementi siano essenziali per costruire un’intreccio sociale positivo. La comunità, attraverso la disponibilità e la capacità di accogliere, rende visibile il proprio impegno verso i più vulnerabili.

Il messaggio finale dell’arcivescovo è chiaro: la qualità della vita di tutti si misura anche attraverso il servizio ai più deboli. Ringrazia per i dati presentati, che rappresentano non solo numeri, ma storie e vite di persone, sottolineando l’importanza di una comunità coesa e sensibile ai bisogni altrui.

Don Marco Briziarelli: Aumento della Povertà e Sfide Futuro

Don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, ha evidenziato un aumento della povertà, pur con un incremento non a due cifre, pari al 1,5%. Tuttavia, il quadro complessivo presenta una stabilità preoccupante, con 3.688 famiglie assistite rispetto alle 1.600 del 2019, suggerendo un trend difficile da sostenere.

Mentre il primo quadrimestre del 2025 mostra segni di stabilità, Briziarelli avverte che mantenere questi numeri rappresenta una sfida significativa in termini economici e di risorse umane. Ha citato gli empori della Carità, che nel 2024 hanno supportato 1.700 famiglie con un costo di 400.000 euro, di cui solo 150.000 provenienti da donazioni. Questo solleva interrogativi sulla sostenibilità del servizio nel 2026.

Briziarelli ha lanciato un appello alle istituzioni, sottolineando l’importanza di un impegno collettivo per sostenere le strutture che assistono le famiglie. Ha evidenziato la necessità di un piano sociale regionale, invitando a un dialogo attivo con l’amministrazione comunale.

La presenza dei giovani è stata un aspetto positivo emerso negli ultimi anni, con molte scuole coinvolte in iniziative di sensibilizzazione sulla povertà e la giustizia sociale. Inoltre, i tirocini attivati offrono opportunità a ragazzi fragili, creando spazi di crescita e accoglienza.

Briziarelli ha concluso sottolineando che, sebbene i dati mostrino un incremento dell’11% delle famiglie assistite, questo è anche frutto di una mappatura più accurata. La Caritas continua a lavorare per ascoltare e rispondere ai bisogni emergenti della comunità, riflettendo un impegno costante nel supporto ai più vulnerabil

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