Perugia onora attivista Laura Santi per impegno su fine vita e diritti
La città di Perugia ha conferito oggi il Baiocco d’Oro, massima onorificenza cittadina, a Laura Santi, giornalista e attivista dell’Associazione Luca Coscioni. La cerimonia, svoltasi a Palazzo dei Priori, ha visto la partecipazione della sindaca Vittoria Ferdinandi, numerosi assessori, consiglieri comunali, cittadini e l’assessore regionale Fabio Barcaioli.
Laura Santi, nata a Perugia nel 1975, convive da circa venticinque anni con la sclerosi multipla. La sua infaticabile azione si è concentrata sul diritto al fine vita, all’autodeterminazione e alla libertà di scelta. Oltre alla questione del suicidio assistito, Santi è divenuta portavoce per l’affermazione di numerosi diritti spesso negati alle persone con disabilità. Tra questi spiccano il riconoscimento e la tutela del caregiver, un’adeguata protezione economica, un’assistenza che garantisca una vita indipendente, il pieno accesso a terapie, riabilitazione, ausili e tecnologie assistive. Fondamentale, secondo la sua visione, è anche l’eliminazione delle barriere fisiche, culturali e mentali ancora diffuse nella società.
La pergamena consegnata dalla sindaca Ferdinandi a Laura Santi, insieme al Baiocco d’Oro, recita: “L’Amministrazione comunale, con profonda stima e gratitudine, a Laura Santi per il coraggio nella battaglia dei diritti civili che negli anni ha portato avanti con determinazione, per una società laica e libera. Per l’impegno che riesce a dare ogni giorno alla comunità con grinta e generosità”.
La sindaca Vittoria Ferdinandi, visibilmente commossa, ha descritto la storia di Laura Santi come una “vertigine”, sottolineando l’impatto profondo che il percorso dell’attivista ha avuto su di lei. Ferdinandi ha rievocato la lettura di una lettera di Laura Santi, in cui la giornalista descriveva la sofferenza che stava vivendo, un appello alle istituzioni a non ignorare il dolore. La sindaca ha rimarcato l’importanza per la politica di assumere una posizione inequivocabile e non rimanere indifferente alla sofferenza altrui, poiché tale passività comprometterebbe il ruolo di servizio verso l’umanità.
“Per questo oggi,” ha affermato Ferdinandi, “ho voluto consegnare il baiocco d’oro a Laura, perché, alla presenza di così tante persone, possiamo restituirti un pezzo minuscolo dell’enorme dono che ci hai fatto. Con la tua battaglia, infatti, hai provato a consegnarci una città ed una società più libere, umane, dignitose e laiche. E l’hai fatto esprimendo la massima “altezza”, ossia trasformando un dolore individuale atroce in una battaglia per gli altri, per tutti noi”.
La sindaca ha specificato che la battaglia di Santi non è collegata alla cultura della morte, bensì alla sacralità della vita. Ha enfatizzato come la resistenza e la futura “resa” di Laura Santi costituiscano un dono inestimabile, capace di liberare vite oppresse da un dolore irreversibile e senza speranza. Invitando i presenti a riflettere su una vita senza la capacità di sperare, la sindaca ha evidenziato come l’assenza di speranza per il futuro e di libertà di scelta minerebbe la sacralità dell’esistenza. Ha esortato a non considerare la vita come un mero insieme di organi, ma come qualcosa di ben più vasto, come testimoniato da Laura. Le istituzioni, ha concluso Ferdinandi, non possono più sottrarsi al riconoscimento pieno dei diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione, inclusa la laicità dello Stato.
Ferdinandi ha criticato l’ignavia del Parlamento, che per lungo tempo ha evitato di formulare una legge nazionale sul fine vita. “Noi saremo sempre al fianco di Laura e saremo difensori dell’eredità preziosa che lei ci lascerà,” ha dichiarato. La sindaca ha rivolto a Laura Santi delle scuse sincere per le affermazioni offensive circolate nelle scorse settimane, dichiarando: “io non sarò mai sindaca di certe mostruosità. Oggi al contrario grazie a Laura ed alla sua battaglia l’Umbria non è più povera ma infinitamente più umana e libera”.
Laura Santi, con un sorriso, ha ringraziato la sindaca, ma ha umilmente smentito di aver fatto qualcosa di straordinario. Ha affermato che il Baiocco d’Oro, inteso come riconoscimento collettivo, dovrebbe essere condiviso con molti altri, in particolare con il marito Stefano, definito un “eroe civile ma un fantasma per lo Stato”, senza il cui supporto fisico non sarebbe stata presente. Ha esteso il ringraziamento agli amici dell’Associazione Luca Coscioni, che l’hanno spinta a rendere pubblica la sua battaglia, e a tutti i presenti per il sostegno e l’affetto. In conclusione, Santi ha dedicato il Baiocco alla città di Perugia, che ama profondamente.
Infine, Laura Santi ha esortato tutti i presenti a mantenere alta la vigilanza sul tema del fine vita, specialmente a livello nazionale, sottolineando che sui diritti civili non ci si deve mai rilassare.
L’assessore regionale Fabio Barcaioli ha espresso il rammarico di non aver incontrato Laura Santi in precedenza. Ha osservato che in Umbria si sta manifestando un barlume di civiltà e buon senso, esprimendo soddisfazione per aver potuto dare una risposta a Laura, la quale, nonostante l’ottenimento di un “foglio di carta”, ha proseguito la sua lotta. Barcaioli ha assicurato che questa battaglia continuerà in suo nome.

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