Più carcere e meno diritti, il DL Sicurezza è legge, rassegna stampa del 5 giugno 2025

Lega e Fratelli d’Italia blindano repressione e sgomberi

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Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza in Senato, il governo rafforza la stretta repressiva voluta da Fratelli d’Italia e Lega, irrigidendo le misure contro l’occupazione abusiva di immobili, il blocco stradale e le manifestazioni non autorizzate. Il provvedimento, definito da l’Unità un “decreto fascistello”, elimina ulteriori margini di garantismo, aumentando le pene per reati legati alla protesta sociale. In aula, l’opposizione ha inscenato una protesta simbolica, sedendosi a terra e contestando un disegno di legge che, secondo la stampa di centrosinistra, colpisce i più fragili.

Il Manifesto parla di “pioggia di reati affidati al codice penale” e denuncia un uso strumentale della repressione preventiva. Tra le misure, viene introdotta la possibilità di sgomberi più rapidi, l’inasprimento delle sanzioni per chi blocca infrastrutture pubbliche e maggiori tutele legali agli agenti in servizio. Il decreto è passato con il voto contrario delle opposizioni, che giudicano il provvedimento uno strumento punitivo più che una risposta efficace ai problemi di ordine pubblico.

Secondo Il Giornale, invece, si tratta di un passo necessario per proteggere la legalità e rafforzare il diritto alla proprietà privata. La testata sottolinea come il DL Sicurezza preveda sanzioni più dure per truffe agli anziani e danneggiamenti su mezzi pubblici, descrivendolo come una risposta efficace alla criminalità diffusa.

All’interno del panorama politico, Domani evidenzia come il governo, invece di affrontare questioni sociali come salari e sanità, concentri la sua attenzione nel reprimere il dissenso. In un’intervista, il sociologo Luciano Scellato afferma che il decreto allontana l’esecutivo dalle istanze del mondo del lavoro, mentre il Partito Democratico tenta una riconnessione proprio con quei settori penalizzati dalla manovra.

La rassegna stampa della giornata dà ampio spazio anche alla vicenda del giovane ucciso a Pescara da un agente del Tesoro. Secondo Il Manifesto, il ragazzo sarebbe stato colpito mentre era disarmato. L’Unità evidenzia come una parte della destra abbia difeso l’intervento dell’agente, ritenendolo legittimo, mentre l’opposizione parla apertamente di “vendetta istituzionale”. La vicenda ha innescato un’ondata di critiche nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine e dell’eccessiva militarizzazione delle risposte governative ai conflitti sociali.

Nel contesto internazionale, la crisi in Gaza resta al centro dell’attenzione. Secondo Domani, l’umanità sta fallendo nella Striscia, dove l’esercito israeliano avrebbe ucciso 95 palestinesi in una sola giornata. Il giornale riporta che il dibattito in Italia si concentra anche sulla protezione della piazza per Gaza, mentre il governo sembra mantenere una linea ambigua. Il Manifesto parla di “massacro” e sottolinea che le armi israeliane continuano a registrare record di vendita, mentre gli aiuti umanitari restano bloccati.

Sul fronte diplomatico, i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin, Donald Trump e Papa Leone XIV si sono conclusi con la conferma dell’assenza di un’intesa. Come riportato da La Nazione, Putin avrebbe dichiarato che “non ci sarà tregua con i terroristi”, escludendo nuovi negoziati con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Santa Sede ha chiesto un gesto concreto per il cessate il fuoco, ma la pace rimane lontana.

Intanto in Italia si discute dei referendum dell’8 e 9 giugno. Secondo Domani, le consultazioni popolari potrebbero rappresentare un’occasione per rendere il Paese più giusto. Tuttavia, Il Tempo riporta la strana protesta messa in atto da esponenti di 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra che, per bloccare l’approvazione del decreto in Senato, si sono seduti a terra durante la votazione. Il gesto ha suscitato la reazione di Carlo Calenda, che ha minacciato lo scontro verbale fuori dal Parlamento.

Da segnalare anche l’incendio divampato nel campus della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia a Viterbo.

Sullo sfondo, si segnala un boom di unioni civili a Milano, con un incremento significativo dei matrimoni celebrati anche in chiesa tra coppie omosessuali, come riportato da Il Giornale. Un dato che fa riflettere sulla trasformazione sociale del Paese, in netta controtendenza con l’impianto normativo repressivo al centro delle cronache politiche.

Infine, Il Sole 24 Ore si concentra sulle ricadute economiche: il decreto è ormai legge, ma resta da capire se avrà effetti concreti sulla sicurezza. Sul fronte fiscale, la UE promuove i conti italiani, lasciando un margine di spesa pari a 4,5 miliardi, mentre la fuga dei giovani all’estero continua a costare 11 miliardi ogni anno allo Stato. In parallelo, le riforme promesse dal governo si scontrano con la necessità di semplificazioni urgenti, soprattutto per sostenere la competitività delle imprese.

Nel complesso, la giornata politica e mediatica è segnata dal rafforzamento del controllo statale e da un crescente scontro tra istituzioni e opposizioni. Il decreto sicurezza rappresenta l’ultimo tassello di una strategia più ampia che, secondo l’Unità e Il Manifesto, segna il tramonto del garantismo in Italia.

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