Terni, sindacati inquilini rispondono all’assessore Maggi

Accuse respinte su affitti, alloggi vuoti e mobilità case

Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini tornano a intervenire pubblicamente a Terni sulle questioni relative alla politica abitativa, replicando punto su punto alle recenti dichiarazioni dell’assessore comunale all’edilizia residenziale pubblica Giovanni Maggi. Nel corso della conferenza stampa tenutasi martedì 13 maggio alla Camera del lavoro, i rappresentanti sindacali hanno affrontato nel dettaglio i principali nodi irrisolti legati a contributi per gli affitti, emergenza abitativa, mobilità alloggiativa, ruolo nelle commissioni di assegnazione e gestione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato.

Al centro del confronto, le affermazioni dell’assessore Maggi che aveva attribuito ad altri enti, in particolare alla Regione Umbria, le principali responsabilità in materia di sostegno economico agli affitti, contestando al contempo l’ingerenza dei sindacati nelle commissioni per l’assegnazione degli alloggi pubblici. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali, Rossano Iannoni (Sunia Umbria), Matteo Lattanzi (Sunia Terni), Gino Bernardini (Sicet Umbria) e Jacopo Desantis (Uniat Terni), hanno chiarito la propria posizione, precisando di non agire in base a pregiudizi politici e di rivolgersi in modo critico o propositivo a tutte le istituzioni, a seconda delle rispettive competenze e responsabilità.

Sul tema dei contributi agli affitti, i sindacati hanno contestato la posizione dell’assessore, secondo cui la questione sarebbe di esclusiva competenza regionale. Secondo le organizzazioni, anche il Comune ha un ruolo essenziale nella gestione delle emergenze abitative derivanti dalla perdita della casa e non può ignorare le situazioni di fragilità economica delle famiglie in difficoltà. I rappresentanti hanno evidenziato che analoghi strumenti di sostegno economico sono previsti e attivati in molte altre città italiane e che è quindi legittimo e doveroso richiederne l’adozione anche a livello comunale. Inoltre, è stato ricordato che simili richieste di intervento sono già state avanzate anche alla Regione Umbria e al Governo nazionale, a conferma dell’approccio inclusivo del sindacato nei confronti di tutti i livelli istituzionali coinvolti.

Sulla questione dell’emergenza abitativa, i sindacati hanno ribadito l’urgenza dell’attivazione di un bando a sportello, ovvero sempre aperto, in grado di fornire una risposta immediata a chi, per ragioni economiche o sociali, si trova improvvisamente privo di un’abitazione. È stato evidenziato come i tempi dei bandi ordinari per l’assegnazione delle case popolari, spesso con scadenze biennali, siano del tutto inadeguati a far fronte a situazioni improvvise e drammatiche. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato l’incremento delle richieste di assistenza da parte di persone e famiglie che non riescono a trovare soluzioni né nel mercato degli affitti a libero prezzo, né in quello a canone concordato, aggravando la condizione di povertà e precarietà sociale già esistente.

Altro nodo cruciale sollevato durante l’incontro riguarda la mobilità all’interno del patrimonio di edilizia pubblica. I rappresentanti sindacali hanno posto l’attenzione su situazioni di disagio abitativo legate a problematiche sanitarie o di età avanzata, in cui l’assenza di ascensori o la distribuzione inadeguata degli alloggi rende impossibile la permanenza dei residenti nella propria abitazione. Anche in questo caso, è stata richiesta l’adozione di procedure permanenti che consentano il cambio di alloggio in tempi rapidi, senza attendere l’apertura di nuovi bandi.

Un ulteriore aspetto oggetto di scontro con l’amministrazione comunale è la composizione delle commissioni incaricate di valutare le domande per l’assegnazione degli alloggi. L’assessore Maggi aveva sollevato dubbi sull’imparzialità delle organizzazioni sindacali, considerandole “portatrici di interesse” in quanto spesso impegnate nel fornire assistenza tecnica per la compilazione delle domande da parte dei cittadini. I sindacati hanno respinto le accuse, ribaltando la questione e sostenendo che il loro intervento sopperisce all’assenza di un supporto da parte delle istituzioni comunali, che non mettono a disposizione personale adeguato per assistere i cittadini, in particolare quelli anziani o privi di competenze digitali. È stato inoltre affermato che l’attività della commissione si limita alla verifica della correttezza delle certificazioni prodotte, in conformità con i criteri stabiliti dalla legge, e che quindi non si configura alcun conflitto d’interesse.

Infine, è stato affrontato il tema dei numerosi alloggi pubblici attualmente vuoti e non assegnati per mancanza di interventi manutentivi. Secondo i dati forniti dalle organizzazioni sindacali, in Umbria ci sarebbero circa mille appartamenti in queste condizioni, di cui circa quattrocento solo nella città di Terni. Tale dato contrasta con la situazione del capoluogo regionale, Perugia, dove si contano centosettanta alloggi inutilizzati. A fronte di circa seicento domande attualmente attive a Terni per l’assegnazione di un’abitazione, le case immediatamente disponibili sarebbero appena una settantina. I sindacati hanno rilevato che la ristrutturazione anche parziale degli appartamenti attualmente vuoti consentirebbe di rispondere in misura significativa alla domanda abitativa espressa nella città. Da qui la richiesta alla Regione Umbria di prevedere nel prossimo bilancio annuale una quota di risorse, stimata tra i cinque e i sette milioni di euro, destinata in via continuativa alla manutenzione e alla rimessa in funzione degli immobili sfitti.

Le quattro sigle sindacali hanno quindi rimarcato la necessità di un intervento congiunto e responsabile da parte di tutte le istituzioni, senza scaricare le responsabilità l’una sull’altra. La linea comune espressa nel corso dell’incontro ribadisce l’intento di mantenere alta l’attenzione pubblica sui temi abitativi, continuando a chiedere interventi concreti a tutela delle fasce più fragili della popolazione.

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