Cinque arresti per furto in Umbria, smantellata una banda

Operazione della Polizia tra Foligno, Trevi e altri centri

Cinque arresti per furti – Cinque persone, tra i 20 e i 34 anni, sono state arrestate durante un’operazione notturna condotta congiuntamente dal commissariato di Foligno e dalla squadra Mobile di Perugia, su mandato della Procura di Spoleto. Gli indagati, due residenti a Foligno e tre provenienti da Aprilia e Civitavecchia, sono accusati di aver compiuto una serie di furti in abitazione avvenuti in diversi comuni dell’Umbria nei mesi di febbraio e marzo. L’indagine ha portato allo smantellamento di un gruppo ritenuto responsabile di almeno cinque colpi documentati in altrettante località della provincia perugina.

Le azioni criminose attribuite alla banda sono state eseguite tutte con uno schema ricorrente e con modalità operative che denotano, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, una certa dimestichezza e organizzazione. Gli episodi confermati dalle autorità sono avvenuti nei comuni di Todi, Marsciano, Bevagna, Collazzone e Bettona, ma si ipotizza che il numero effettivo dei furti possa essere più elevato.

Il gruppo, con base operativa a Foligno, avrebbe agito in modo mirato, selezionando le abitazioni da colpire e utilizzando strumenti da scasso altamente efficaci, come una motosega e un flessibile da taglio. Questi strumenti sono stati rinvenuti durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli arrestati. Il materiale sequestrato comprende anche parte della refurtiva appartenente a uno dei furti recentemente commessi, elemento che ha rafforzato il quadro accusatorio nei confronti dei sospettati.

Gli arresti rappresentano l’esito di un’attività investigativa avviata nelle scorse settimane, a seguito di un incremento delle segnalazioni relative a furti in abitazione in alcuni centri dell’Umbria centrale. Le forze dell’ordine, partendo dalle denunce dei cittadini e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, hanno potuto seguire una pista precisa che ha condotto all’identificazione dei cinque soggetti.

I due umbri, domiciliati a Foligno, e i tre originari del Lazio risultano tutti già noti alle forze dell’ordine. Alcuni di loro avevano già scontato condanne per reati analoghi e, in virtù di ciò, la Procura ha contestato l’aggravante della recidiva a due degli arrestati. Gli inquirenti sottolineano la natura professionale della banda, composta da individui con precedenti penali specifici e con competenze tecniche utili a forzare serrature e accedere agli immobili con rapidità ed efficacia.

Secondo quanto trapelato dalle indagini, la banda si muoveva prevalentemente nelle ore serali e notturne, sfruttando l’oscurità per non destare sospetti. Le abitazioni venivano scelte in modo strategico, spesso situate in aree periferiche o poco illuminate. Gli spostamenti, secondo quanto rilevato, avvenivano con veicoli intestati a terzi o risultati noleggiati, al fine di eludere eventuali controlli e rendere più difficoltosa l’identificazione dei responsabili.

Il lavoro congiunto tra le forze di polizia dei diversi territori interessati è stato fondamentale per ricostruire la rete dei contatti tra i membri del gruppo e per individuare la base logistica della banda, individuata nel territorio folignate. I cinque arrestati sono stati condotti nella casa circondariale di Spoleto, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.

L’intervento della polizia ha posto fine a un’attività illecita che, nel giro di due mesi, aveva seminato preoccupazione tra i residenti delle aree coinvolte. La restituzione della refurtiva recuperata potrà avvenire solo al termine delle procedure di identificazione dei beni e del completamento degli accertamenti da parte degli inquirenti.

Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità ulteriori e accertare se altri soggetti abbiano avuto un ruolo nell’organizzazione dei furti o nell’agevolare la ricettazione dei beni rubati. Particolare attenzione sarà rivolta all’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati e ai tracciamenti delle comunicazioni tra i membri della banda.

Le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine coinvolte hanno evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadini, sottolineando come le segnalazioni tempestive e la condivisione di informazioni siano state determinanti per la conclusione dell’operazione.

I cinque indagati restano ora in attesa degli interrogatori di garanzia, mentre gli inquirenti stanno valutando eventuali connessioni con episodi analoghi verificatisi nei mesi scorsi anche al di fuori del territorio umbro. La possibilità che il gruppo avesse un raggio d’azione più ampio è oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

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