Morto Papa Francesco, il Papa degli ultimi, rassegna 22 aprile 2025

Si è spento a 88 anni per un ictus. Cordoglio da tutto il mondo




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La rassegna stampa dedicata alla morte di Papa Francesco apre con la notizia della sua scomparsa avvenuta ieri alle 7.35 per un ictus. Tutte le testate riportano la notizia come centrale e dominante. Viene ricordato come il “Papa degli ultimi”, un pontefice che ha segnato profondamente la Chiesa e il mondo con la sua visione pastorale e sociale. Si sottolinea la sua origine “dalla fine del mondo”, la semplicità del suo pontificato, l’influenza della sua lingua accessibile e il suo impegno per la pace e la giustizia sociale.

Numerosi giornali, tra cui “Il Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “Il Messaggero” e “La Nazione”, ne raccontano le ultime ore, il testamento spirituale, le disposizioni funebri e le reazioni dei fedeli e dei leader internazionali, tra cui Mattarella e Trump, quest’ultimo atteso ai funerali. La sua morte apre ora la strada alla successione e al prossimo conclave, previsto tra il 5 e il 10 maggio. I nomi più citati per il futuro papato sono Zuppi, Parolin, Pizzaballa, Tagle e l’africano Sahra.

“Avvenire”, quotidiano cattolico, lo ricorda come una guida spirituale vicino agli ultimi, promotore di un nuovo modello di sviluppo, mentre “Il Manifesto” ne sottolinea l’impegno rivoluzionario per la giustizia. “Il Riformista” mette in luce la sua “riforma incompiuta”, le tensioni con la curia e la dottrina meno rigida. “Il Sole 24 Ore” analizza anche l’impatto economico globale, tra crolli di borsa e geopolitica. “La Stampa” e “Il Fatto Quotidiano” riflettono sull’eredità spirituale, culturale e politica del pontificato.

In tutte le testate emergono l’intensità del suo rapporto con il popolo, il suo stile comunicativo diretto e la sua posizione a volte scomoda sia per i conservatori che per i progressisti. La figura di Papa Francesco viene raccontata con toni solenni ma anche umani, come quella di un leader spirituale che ha lasciato un segno profondo, controverso ma inconfondibile nella storia della Chiesa.


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