Ordigno incendiario nella facoltà di Narni, indagini in corso

Scoperto un ordigno inesploso, ipotesi anarchica sotto esame

Ordigno incendiario nella facoltà – Un ordigno incendiario è stato rinvenuto lunedì all’interno della facoltà di Scienze dell’Investigazione e della Sicurezza di Narni (Terni). Il dispositivo, composto da due bottiglie incendiarie all’interno di una scatola, è stato scoperto nelle aule dell’istituto universitario, senza tuttavia entrare in funzione.

L’episodio ha attivato un’immediata operazione delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Terni, affiancati da un’unità cinofila proveniente da Santa Maria di Galeria (Roma) e dagli artificieri antisabotaggio del comando di Perugia. Gli investigatori attribuiscono il gesto a un gruppo anarchico, ipotesi rafforzata da una rivendicazione pubblicata online.

Rivendicazione anarchica
Il sito “Rivoluzione Anarchica” ha pubblicato lunedì un messaggio firmato dal Gruppo d’azione Kyriakos Xymitiris, che ha dichiarato di aver introdotto il dispositivo incendiario nella stanza del Laboratorio scena del crimine dell’università di Narni. Il comunicato accusa lo Stato italiano di genocidio, tortura e repressione, citando la collaborazione con Israele, il regime carcerario del 41-bis e i decessi di migranti nel Mar Mediterraneo.

Reazioni e indagini
Il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, ha condannato fermamente l’episodio, esprimendo preoccupazione per la sicurezza del territorio e sottolineando la necessità di contrastare con determinazione simili atti.

Il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco (FdI), ha definito il fatto «gravissimo», evidenziando che posizionare un ordigno all’interno di un ateneo costituisce un atto terroristico. Ha ringraziato le forze dell’ordine per il rapido intervento e ha sottolineato che il caso è seguito dalla Procura di Terni, in collaborazione con gli investigatori dell’antiterrorismo di Perugia. Le autorità proseguono le indagini per individuare i responsabili e chiarire le dinamiche dell’accaduto.

E’ stato convocato, presso palazzo Bazzani, il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, a seguito del ritrovamento di un ordigno presso il polo universitario di Narni. La riunione, presieduta dal Prefetto Orlando, ha visto la partecipazione dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e del Sindaco di Terni nonché Presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, dei rappresentanti dell’amministrazione comunale di Narni, del polo scientifico didattico universitario di Terni e della facoltà di Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza di Perugia – sede distaccata di Narni. Al termine dell’incontro, ferme le indagini in corso da parte dell’Autorità Giudiziaria, è stata disposta l’intensificazione delle misure di vigilanza e controllo del plesso universitario in questione. Il consesso ha altresì chiesto ai rappresentanti dell’Università di valutare l’istallazione di telecamere interne ai plessi universitari; del pari, è stato chiesto al Comune di Narni l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza esterna, nei luoghi sensibili in raccordo con le Forze dell’Ordine. Da ultimo è stata richiesta una sensibilizzazione anche del personale dell’Università e quello preposto alla vigilanza, al fine di fornire, in caso di situazioni sospette, le opportune segnalazioni alle forze di polizia, nell’ottica della più ampia collaborazione propria dei principi della sicurezza partecipata.

Dichiarazione congiunta del Magnifico Rettore UniPg e del Sindaco del Comune di Narni sul ritrovamento dell’ordigno nei locali universitari
“Stiamo seguendo attentamente la vicenda da ieri sera in stretto collegamento e collaborazione con le Autorità competenti e le Forze dell’Ordine che sono intervenute tempestivamente e su cui riponiamo la massima fiducia. Un gesto dimostrativo molto grave e distante dalla storia dell’Università degli Studi di Perugia e dalla tradizione democratica della Città di Narni. Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’Ordine nell’individuare i responsabili di questo vile gesto”.

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