Mattarella celebra il centenario dell’Università per Stranieri di Perugia

Il Presidente Mattarella loda l'inclusività dell'Ateneo perugino

Mattarella celebra il centenario dell’Università per Stranieri di Perugia

Mattarella – di Antonella Valoroso
Cento anni di storia e di dialogo tra la città di Perugia e il mondo. L’università per Stranieri ha festeggiato il suo primo secolo di vita con una cerimonia solenne che ha avuto come ospite d’onore il Presidente Sergio Mattarella e ha visto la partecipazione di tutte le autorità civili, militari e religiose, e dei rappresentanti del corpo accademico delle tante università ospiti.
Ad accogliere il Presidente della Repubblica in piazza Fortebraccio c’erano la Presidente della Regione Proietti, il Presidente della provincia Pasquali, il prefetto Gradone e la sindaca Ferdinandi, al suo secondo incontro ufficiale con il Presidente Mattarella. Ma a festeggiare l’arrivo del Presidente della Repubblica sono stati soprattutto gli studenti e le studentesse di tutte le scuole di Perugia e una folla di bambine e bambini che lo hanno abbracciato idealmente sventolando tricolori e bandiere arcobaleno.

Prima dell’inizio della cerimonia ufficiale, il presidente Mattarella ha avuto modo di incontrare le rappresentanze degli studenti e del personale tecnico e amministrativo, nonché i relatori che di lì a poco avrebbero tenuto i loro discorsi nell’aula magna, dove ad attenderlo c’erano circa duecento ospiti d’onore e l’orchestra del Liceo Classico e Musicale Mariotti diretta dal Maestro Francesco Seri che ha salutato il presidente con l’esecuzione dell’Inno Nazionale affidata alla bella voce della giovanissima soprano Simona Cavorsi.

Durante l’incontro con la comunità studentesca, alcuni studenti hanno donato al Presidente Mattarella un libro dal significato particolare: “La società dell’insicurezza – Lo Stato penale e il caso Cucchi”, opera di Ilaria Bertinelli, una giovane ricercatrice dell’ateneo scomparsa tragicamente lo scorso marzo. Il volume, che include anche i contributi della professoressa Monia Andreani, anche lei prematuramente scomparsa, è stato accolto con grande sensibilità dal Presidente, che ha poi voluto incontrare e confortare personalmente le madri sia della docente che della studentessa.

Dopo la proiezione del trailer del documentario «Lo specchio del mondo. 100 anni di Università per Stranieri» – prodotto da TGR Umbria e da Rai Umbria – a prendere la parola è stato il rettore Valerio De Cesaris che in un discorso solenne ma senza retorica ha ripercorso le tappe fondamentali dei primi cento anni dell’ateneo perugino, ha ribadito il diritto di studenti e studentesse a esprimere dissenso e a scendere in piazza per difendere i valori in cui credono, ma ha soprattutto sottolineato la necessità di preservare quegli ideali di accoglienza e inclusione che da sempre hanno caratterizzato l’Università per Stranieri e che l’hanno resa ambasciatrice dell’Italia nel mondo: «Gli studenti internazionali sono una ricchezza di cui il nostro paese si accorge troppo poco, ma da questo osservatorio noi vediamo bene quale sia il loro valore. Negli anni abbiamo accolto e sostenuto con borse di studio circa 400 rifugiati e richiedenti asilo: afgani, ucraini, siriani e molti altri. Abbiamo visto nei loro occhi la sofferenza, ma anche la speranza di poter costruire in Italia un futuro dignitoso. La coesione sociale è fondamentale, come ha ricordato anche il presidente Mattarella nel discorso di fine anno, e l’Università per Stranieri di Perugia continuerà a portare avanti la sua missione, con la collaborazione delle scuole e delle realtà del territorio. La nostra università resterà libera da condizionamenti economici e ideologici. Porterà avanti i suoi percorsi di ricerca senza dimenticare i diritti umani, la salvaguardia dell’ambiente, la lotta agli stereotipi e alle disuguaglianze di genere, promuovendo inclusione e sostenibilità. Il mio augurio è che questo anno sia per studenti e studentesse un anno straordinario, in cui coltivare dialogo e vivere come una comunità».

Dopo gli interventi della Presidente del collegio dei Rappresentanti degli Studenti Alice Agugliari, che ha ribadito l’importanza di coniugare sapere ed equità per costruire una società migliore, è intervenuta anche la rappresentante del personale Tecnico e Amministrativo Tiziana Daiani, che ha ringraziato il presidente Mattarella affermando commossa: «la sua presenza a Perugia è un riconoscimento non solo per l’università come istituzione ma anche per tutte le persone che vi lavorano».

A testimoniare nel modo più chiaro il senso e il valore dell’Università per Stranieri sono state soprattutto le voci e li racconti degli studenti internazionali provenienti dalla Colombia, dal Camerun, dal Kenya e dalla Cina, concordi nell’affermare che «studiare qui a Perugia significa innanzitutto essere parte di una grande famiglia internazionale».

Dopo aver ascoltato con massima attenzione i racconti e le testimonianze di tutti, il presidente Mattarella ha preso infine la parola ed ha parlato a braccio sottolineando la convergenza tra i valori della Costituzione repubblicana e quelli incarnati da figure come Aldo Capitini, la cui storia si è intrecciata con quella dell’ateneo perugino: «Cento anni sono una lunga durata: è stato un percorso straordinario in questo secolo passato. L’ateneo ha incontrato stagioni diverse, quella in cui in Europa si erano insediate oppressioni dittatoriali, gli eventi drammatici e sanguinosi della Seconda guerra mondiale con le crudeltà che questa ha portato nel continente ma poi ha incontrato anche decenni straordinari, di grande suggestione e fascino, quelli della pacificazione ed integrazione europea di un continente che per secoli si era combattuto al suo interno. Gli anni della fine del colonialismo, gli anni che hanno sottolineato l’uguaglianza degli uomini e degli Stati. L’università per gli stranieri di Perugia esprime tante diversità che hanno un comune valore che le tiene insieme: che l’ Italia è un Paese accogliente, aperto. Ci sono nel mondo fenomeni contraddittori, registriamo guerre e violenze, disorientamenti ma anche grandi opportunità offerte dalla scienza. Ci sono continui interrogativi su quale strada imboccare. L’Università ha il compito di aiutare nella scelta e questo ateneo, per il suo lavoro, merita la riconoscenza Repubblica».

Al termine della cerimonia, il Presidente si è intrattenuto con gli studenti del Liceo Classico e Musicale Mariotti, firmando un loro cartellone che recitava: «Il Liceo Classico e Musicale Mariotti, organo costituzionale della Repubblica, (Calamandrei docet), la accoglie calorosamente a Perugia». Un gesto che, come hanno commentato i docenti presenti, rappresenta un importante richiamo ai pilastri della democrazia e della speranza in tempi difficili.

«Avere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella qui all’Università per stranieri di Perugia ci rende felici e orgogliosi -ha commentato a fine mattinata la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti- per tutti noi è un modello di riferimento sui temi più importanti, uno su tutti la pace».

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