“Semi di Carità”, un progetto per la giustizia riparativa

Iniziativa Caritas: formazione, inclusione e nuove opportunità

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“Semi di Carità”, un progetto per la giustizia riparativa

Semi di Carità– Il progetto “Semi di Carità”, promosso dalla Caritas di Perugia e sostenuto dai fondi 8xmille e dalla Fondazione di Carità San Lorenzo, ha chiuso il suo primo anno con risultati significativi. L’iniziativa, avviata a dicembre 2023 e conclusa a dicembre 2024, si è distinta per il suo approccio inclusivo, coinvolgendo istituzioni, scuole, volontari e detenuti.

Tra gli obiettivi principali, il progetto ha puntato a promuovere percorsi di giustizia riparativa e misure alternative alla detenzione, valorizzando la centralità della persona. Durante l’incontro di presentazione, il direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, ha sottolineato l’importanza di non fermarsi ai risultati raggiunti, ma di guardare al futuro per ampliare le iniziative già in corso.

Risultati chiave del progetto:

  • Inserimento lavorativo: Due detenuti hanno lavorato presso la Mensa Don Gualtiero e la City Farm, progetti simbolo della Caritas.
  • Coinvolgimento educativo: Gli studenti dell’Istituto tecnico “A. Volta” e i loro insegnanti di religione hanno partecipato attivamente a percorsi di sensibilizzazione e formazione sulla giustizia riparativa.
  • Formazione: 60 volontari di 19 Centri di ascolto parrocchiali hanno seguito un programma interno sul tema della giustizia riparativa e delle pene alternative.
  • Comunità scolastica: 514 bambini di nove scuole hanno visitato la City Farm, mentre 50 insegnanti e 100 studenti di scuole superiori hanno partecipato agli incontri.
  • Policy maker: Coinvolti 30 decisori politici e rappresentanti di 20 istituzioni per promuovere una programmazione più efficace in tema di giustizia riparativa.
  • Eventi: Realizzati 9 eventi di sensibilizzazione aperti al pubblico.

Interventi e testimonianze

Tra gli ospiti intervenuti, Maurizio Santantoni, presidente della Fondazione di Carità San Lorenzo, ha evidenziato il valore educativo e trasparente del progetto, ringraziando operatori e volontari per il loro impegno. La direttrice del Carcere di Capanne, Antonella Grella, ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa per il recupero sociale dei detenuti.

Anche Silvia Bagnarelli, assistente sociale della Caritas, e Sara Capponi, consulente legale, hanno illustrato i dettagli dei percorsi formativi e le attività svolte. Gli insegnanti Silvana Lentini e Anselmo De Toni, dell’Istituto “A. Volta”, hanno condiviso l’entusiasmo degli studenti che, persino durante la tradizionale cena dei “cento giorni” prima della maturità, hanno discusso del progetto con i docenti.

Un progetto di valore sociale

Il direttore don Marco Briziarelli, chiudendo l’incontro, ha ribadito come il progetto metta al centro la persona, offrendo opportunità di riscatto e crescita: «La giustizia riparativa è un cammino che permette di rimediare agli errori e di promuovere il bene comune».

L’iniziativa, oltre a coinvolgere direttamente i detenuti, ha avuto un impatto positivo su studenti, volontari e comunità locale, dimostrando che il reinserimento sociale e lavorativo non è solo possibile, ma anche fondamentale per costruire una società più inclusiva.

Prospettive future

Il successo di “Semi di Carità” ha aperto la strada a nuove opportunità. Tra le proposte per il prossimo anno, ci sono l’ampliamento dei percorsi formativi e una maggiore integrazione tra le istituzioni coinvolte. La Caritas punta a coinvolgere ancora più scuole e comunità locali per sensibilizzare sul tema della giustizia riparativa.

Il progetto dimostra come l’impegno collettivo e la condivisione di risorse possano generare un cambiamento reale, costruendo percorsi di speranza e inclusione per chi si trova in situazioni di fragilità.

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