Dopo oltre due settimane in mare, i migranti recuperati dalla Sea Watch 3 sono sbarcati a Lampedusa, alle prime ore dell’alba di sabato. E la capitana Carola Rackete, che ha forzato il blocco delle autorità italiane entrando in porto, è stata arrestata. La 31enne tedesca è ai domiciliari in una casa sull’isola siciliana, in attesa che il gip decida se convalidare o meno il provvedimento. Accusata di resistenza o violenza contro nave da guerra (violazione dell’Articolo 1100 del codice della navigazione), rischia una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione. “E’ stanca, stressata, come l’avete vista voi”, spiega l’avvocato della donna, Leonardo Marino.
Rackete: “Chiedo scusa per l’errore”
La Rackete ha chiesto poi scusa, dichiarando che lo speronamento di una motovedetta delle Fiamme gialle, durante l’attracco, “è stato un errore e non un’azione volontaria”. “Non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci”, sostengono, però, i finanzieri, a bordo dell’imbarcazione che ha tentato di bloccare la nave. Alla comandante potrebbe quindi essere contestato anche il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale.
Salvini: “Se la scarcerano, pronto il decreto di espulsione”
Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Questi sono delinquenti. Questo è un atto criminale, un atto di guerra. Come mi auguro verrà confermata la galera, ci sarà il processo e la signorina passerà in carcere il suo tempo. Altrimenti è già pronto al Ministero dell’Interno un decreto di espulsione, per piazzarla sul primo aereo, destinazione Berlino”.
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