Zona rossa a Perugia, il Governo certifica l’emergenza

L’opposizione: fallimento del Comune, ora servono fatti

Il Governo ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza a Perugia, istituendo una zona rossa nel quartiere di Fontivegge, da mesi al centro dell’attenzione per condizioni di degrado e problemi legati alla sicurezza. La decisione è stata accolta favorevolmente dai consiglieri comunali di opposizione, che hanno definito l’atto come un riconoscimento istituzionale della gravità della situazione.

Secondo i firmatari del documento diffuso ieri, l’intervento del Governo guidato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal Sottosegretario Emanuele Prisco sarebbe una conferma del fallimento dell’amministrazione comunale, accusata di non aver preso misure adeguate in risposta al crescente allarme sociale.

I consiglieri hanno rivolto un ringraziamento alle forze dell’ordine, riconoscendone il ruolo essenziale nel presidio del territorio nonostante, si legge nella nota, il mancato supporto operativo da parte del Comune. L’elenco delle criticità attribuite all’amministrazione comprende: la mancata nomina dell’assessore alla sicurezza, il divieto per la polizia municipale di usare il taser, la modifica del regolamento sull’accattonaggio molesto e la riduzione della presenza della municipale a Fontivegge.

Tali scelte, secondo l’opposizione, avrebbero contribuito a un progressivo indebolimento del controllo e a un arretramento istituzionale proprio nelle aree più esposte al rischio di illegalità.

Nel comunicato viene anche sottolineato il cambio di posizione della sindaca Vittoria Ferdinandi, che in una recente intervista ha parlato apertamente di “situazione emergenziale”, dopo mesi in cui l’amministrazione – secondo i consiglieri – aveva minimizzato o negato l’esistenza di un problema.

Viene poi criticata la linea politica del consigliere delegato Donato, accusato di aver negato la realtà in aula consiliare solo pochi giorni prima della decisione governativa, parlando di una “percezione” alterata dall’opposizione e dai media.

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