Video rassegna stampa giornali pdf sfogliabili prime pagine 13 giugno 2021

Le Regioni frenano sul vaccino eterologo: “Prima l’Aifa chiarisca”

 
Chiama o scrivi in redazione



Video rassegna stampa giornali pdf sfogliabili prime pagine 13 giugno 2021



Le Regioni frenano sul vaccino eterologo: “Prima l’Aifa chiarisca”

di Michele Bocci la repubblica

Alcune Regioni sono già partite, altre lo faranno oggi, altre ancora sono incerte e in attesa di una nuova indicazione da Roma, in particolare da Aifa. La sostituzione della seconda dose di AstraZeneca con quella di un vaccino a Rna messaggero (Moderna o Pfizer), non si sta rivelando una passeggiata. Anzi. La circolare del ministero alla Salute che sancisce la novità è arrivata nella notte di venerdì, e ieri con il passare delle ore sono sorti vari interrogativi. Intanto la Lombardia ha prima detto di non voler applicare la regola e poi ha cambiato idea.

Il Lazio invece ha sollevato il tema di chi non vuole modificare il vaccino ma confermare il richiamo con AstraZeneca. Difficile, è la riflessione di alcuni tecnici, obbligare qualcuno a non proseguire un trattamento sanitario già iniziato con un medicinale. E in effetti Aifa nel suo parere, posto poi alla base della circolare ministeriale, aveva raccomandato “di considerare la possibilità di effettuare la seconda dose con un vaccino a mRna”. Possibilità, non obbligo.Di queste cose probabilmente si parlerà oggi all’Agenzia del farmaco, dove andrà anche sancito con una determina della direzione generale che si può fare un mix di vaccini. La procedura da seguire è simile a quella usata per autorizzare i farmaci “off label”, cioè al di fuori delle loro indicazioni.

Ma ieri è diventato chiaro un altro aspetto che potrebbe rendere ancora più difficile rispettare i tempi che ci si è posti per raggiungere l’obiettivo dell’80% degli italiani coperti entro fine settembre. Qualcuno teme che si perda almeno un mese, ma da Palazzo Chigi fanno sapere che la campagna procederà con la stessa intensità di prima. Il generale Figliuolo ha rassicurato che saremo in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati grazie all’ampia disponibilità di vaccini, con oltre 55 milioni di dosi Pfizer e Moderna tra ora e la fine del terzo trimestre.

Tornando a Johnson&Johnson, nella circolare del ministero non se ne parla ma per il vaccino monodose è praticamente esclusa la possibilità della somministrazione sotto i 60 anni. Nel suo parere alla base della circolare del ministero, il Cts ha scritto che quel vaccino “viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Cts di Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni”. E fin qui la presa di posizione è simile a quella già esistente. Poi però si aggiunge: “Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione e in assenza di altre opzioni, il vaccino andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”. Diventa così assolutamente residuale l’ipotesi di usare Johnson&Johnson sotto i 60 anni. E del resto anche l’Aifa, quando il 9 giugno si è espressa sul cambiamento di utilizzo dei vaccini a vettore virale, ha detto: “Tenuto conto delle analogie esistenti tra i due vaccini (Janssen e Vaxzevria-AstraZeneca), sia per quanto riguarda le piattaforme utilizzate (vettore adenovirale in entrambi i casi) che per la tipologia di eventi (in particolare relativamente al quadro clinico e all’età di insorgenza), si ribadisce che, in accordo a un principio di massima precauzione, per il vaccino Janssen debbano essere previste le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzevria”. Intanto ieri alcune Regioni, come la Puglia hanno annunciato che Janssen non sarà usato sotto i 60 anni.

La Regione a partire per prima, già da venerdì, con la sostituzione dei richiami di AstraZeneca è stata la Liguria, dove c’è stata la morte sospetta della diciottenne vaccinata con quel medicinale. Sono circa 23mila le seconde dosi che devono essere cambiate. La Lombardia invece ieri non è riuscita a partire e aspetta di capire cosa dirà oggi Aifa e di organizzare i servizi. Anche la Toscana aspetta, e ha in programma una riunione dove si discuterà dei circa 30 mila richiami da fare a chi ha avuto AstraZeneca. Veneto e Sicilia partono oggi e devono fare rispettivamente 36 mila e 5 mila dosi. L’Emilia-Romagna e il Lazio, invece, già ieri hanno fatto delle sostituzioni mentre ad alcuni cittadini l’appuntamento con il richiamo è stato rinviato.

Video rassegna stampa giornali pdf sfogliabili prime pagine 13 giugno 2021

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*