Video Rassegna stampa del 10 ottobre 2020, sabato, giornali in pdf

 
Chiama o scrivi in redazione



Video Rassegna stampa del 10 ottobre 2020, sabato, giornali in pdf



Congresso, Tommaso Bori unico a non volere rinvio: “Basta scontri e basta cavilli”

“Il congresso che ci aspetta deve essere l’occasione per confrontarci e non scontrarci: sarebbe un’occasione persa se lo schiacciassimo sui cavilli e sulle faide interne”. A dirlo, affidandosi a Facebook, è Tommaso Bori, candidato alla segreteria regionale del PD. Tommaso Bori è l’unico dei quattro candidati a non volere il rinvio del congresso.

“Confrontarci sulle idee e i progetti, non sulle ambizioni personali. Siamo stati accusati di volerci prendere il partito, quando in realtà resta ben poco da prendere. C’è piuttosto tanto bisogno di ricostruire ed è quello che vogliamo fare, insieme. Con una squadra di persone generose e competenti, espressione di tutti i territori umbri. E con un programma, che abbiamo presentato alla stampa e che oggi vogliamo condividere con tutti voi. Da domani cominceremo a presentarlo punto per punto nei territori oltre che qua sui canali di informazione social. Perché è questo quello di cui vogliamo parlare da oggi. Basta scontri e basta cavilli. Da oggi contano i progetti, per rigenerare il Partito Democratico e per tornare a parlare alla società umbra, rimettendo al centro il lavoro, la sanità pubblica, la scuola, l’università e il sociale”.


151 positivi in 24 ore, cresce tasso ospedalizzazione in Umbria

151 nuovi positivi in 24 ore, su  2.645 tamponi analizzati. L’Umbria cresce a dismisura nella positività al coronavirus. Nel totale la “Verde terra”  tocca quota 3057, con un aumento di 381 casi da lunedì scorso ad aggi. I dati arrivano direttamente dal palazzo regionale del Broletto, dove è stata convocata una conferenza stampa per fare il punto sulla emergenza legata alla pandemia. Al tavolo, nell’incontro con i giornalisti, Antonio Onnis che si è detto “allarmato per i dati che si registrano”.

Antonio Onnis
I positivi, al dì di oggi, oltrepassano la soglia psicologica delle mille unità (siamo a 1005).
14 guariti (totale  1.965).
5 nuovi ricoverati (da 58 a 63)
invariati i pazienti in terapia intensiva:
8 e sono 4 a Perugia e 4 a Terni.
L’isolamento contumaciale riguarda 942 positivi, mentre in isolamento fiduciario di ci sono altre 2.112 persone (non positive)
Dati 9 ottobre 2020

È stato in diminuzione fino al 31 agosto ma “ora e in ripresa” il tasso di ospedalizzazione per il Covid in Umbria. Con ricoveri e casi di terapia intensiva in crescita anche se “il livello di gravità non è quello della prima fase”. Così come sta aumentando il numero di persone isolamento domiciliare. Sono alcuni dei dati forniti in una conferenza stampa dal commissario per l” emergenza Covid in Umbria Antonio Onnis. Secondo il quale “la previsione a 60 giorni vede una situazione che assume connotati di forte preoccupazione”. “Ci preoccupa anche – ha detto Onnis – il fatto che si è abbassato il livello di percezione del rischio da parte della popolazione”. Il commissario ha rilevato poi “una diversa progressione tra le province con diversa impennata di casi”, un aumento dell” età media dei contagiati”. “I movimenti estivi – ha proseguito – hanno creato il problema con contagi da rientro”.

RETE POSTI LETTO

Per far fronte alla seconda ondata epidemica, vista anche la strategia di potenziamento della Rete ospedaliera che richiede degli interventi straordinari per il suo completamento, si attua, nel rispetto e nell’ottica della DGR 180/2020, un modello in livelli subentranti per gestire sia la numerosità che la complessità assistenziale dei ricoveri COVID difendendo e garantendo tutte le altre attività assistenziali evitando la drastica riduzione delle stesse come avvenuto in fase di lock-down.

La gestione dei Pazienti Covid positivi o sospetti, compatibilmente con il necessario impegno di risorse per fronteggiare la eventuale seconda ondata dell’epidemia, dovrà salvaguardare non solo le reti cliniche tempo dipendenti e le attività chirurgiche di emergenza e quelle rivolte al trattamento delle patologie cd. “maggiori” ma finchè possibile tutte le altre attività assistenziali e di screening per la popolazione.


Cosa ci fa preoccupare

  1. •Rtstabile >
  2. •Raddoppio dei casi in una settimana -incremento del 95%
  3. •Tasso di ospedalizzazione stabile al 5,4% (all’aumento dei numeri di positivi aumentano in modo direttamente proporzionale i ricoveri in isolamento –reparti Covid)
  4. •Tasso di Ospedalizzazione in terapia intensiva, molto basso ma vale quanto sopra, comunque nessun modello prevede un collasso del sistema
  5. •Nuovi casi non collegati a cluster già noti
  6. •Aumento dell’età mediana dei contagiati•Differenza fra le due province
  7. •Il Contacttracingpresenta già alcuni elementi di difficoltà
  8. •Si evidenzia in alcune aree un allungamento dl tempo fra la segnalazione e la diagnosi

Considerazioni epidemiologiche

  1. •La riapertura delle attività produttive classiche non ha evidenziato un aumento significativo dei casi
  2. •La prima impennata si è avuta in concomitanza delle vacanze estive con una latenza di 15 –30 giorni e con i rientri delle persone da paesi con condizioni epidemiologiche a rischio (CONTAGIO FRA GIOVANI)
  3. •La seconda impennata si è verificata in base a 3 cause•Infezioni intra familiari o in comunità
  4. •Aumento dell’età dei contagiati (salto generazionale)•Apertura delle scuole (latenza di 15 –20 giorni)
  5. •L’aumento dei contagiati al di fuori di restrizioni determina un numero maggiore di contatti con difficoltà di tracciamento.


Covid concretizzato passaggio di fase epidemico in Italia, prof. Rezza 🔴


Si è ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico in Italia con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticità significativi relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. Si osserva un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali. Contestualmente si assiste a un rafforzamento delle misure, in particolare relative all’utilizzo delle mascherine anche in luoghi all’aperto. È necessario evitare eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. È obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi (in particolare il distanziamento fisico e l’uso delle mascherine) al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido
peggioramento dell’epidemia.


Punti chiave:
• Si riporta un’analisi dei dati relativi al periodo 28 settembre – 4 ottobre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione a settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.
• Il virus oggi circola in tutto il paese. Continuano ad aumentare i nuovi casi segnalati in Italia per la decima settimana consecutiva con un’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg di 44,37 per 100.000 abitanti (periodo 21/9 – 4/10) (vs 34,2 per 100.000 abitanti nel periodo 14/9 – 27/9). Si osserva anche un aumento nel numero di casi sintomatici nello stesso periodo (8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9-4/10 vs 6.650 casi sintomatici nel periodo 14/9 – 27/9).
• Sono 17 le Regioni/PPAA che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS). Scende la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (31,8% dei nuovi casi vs 35,8 la settimana precedente). Aumenta, invece, la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (33,2% vs 28,2%). Il 29,1% dei nuovi casi è stato rilevato attraverso la comparsa di sintomi e nel 5,9% non è stato riporto l’accertamento diagnostico.
• Nel periodo 17 – 30 settembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,06 (95% CI: 0,97 – 1,16). Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.
(https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5477037)
• Sono stati riportati complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (104/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%). Continua a scendere la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,1% vs 4,5% la settimana precedente).
• Questa settimana sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. Rimane tuttavia complessivamente una dinamica di trasmissione limitata pari al 2,5% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione.
• Continua ad aumentare il numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione. Sono 4.041 i casi in cui non si è potuto trovare un link epidemiologico (erano 3.026 la settimana precedente).
 A livello nazionale continua a salire il numero di persone ricoverate (3.287 vs 2.846 in area medica, 303 vs 254 in terapia intensiva nei giorni 4/10 e 27/9, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva.

Conclusioni:

• In Italia si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da dieci settimane, che si riflette in un notevole carico di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticità significativa relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.

• È essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati ed è obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

• La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali: lavaggio delle mani, uso delle mascherine e distanziamento fisico.

• Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica, come lo screening, la rilevazione della temperatura giornaliera da parte delle famiglie e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico.

• Il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati. È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto ed anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti, e l’isolamento immediato dei casi secondari.
• Si richiama l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate.
• Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorità sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso.
• La situazione descritta in questo report evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione locale.
• Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali.
• Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate. Si raccomanda di prestare responsabilmente particolare attenzione a tutte norme comportamentali previste di prevenzione della trasmissione di SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*