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Brescia, frode fiscale, piccolo imprenditore di Foligno tra gli indagati

Sono 15 le persone finite in carcere e 5 ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brescia condotta dalla Guardia di Finanza che ha portato alla luce un’evasione fiscale da 80 milioni di euro con fatture false per 500 milioni di euro. Due persone sono all’estero e non sono ancora state raggiunte da ordinanza di custodia cautelare. Sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale e riciclaggio.

Un centinaio complessivamente gli indagati tra Brescia, Bergamo, Milano, Mantova, Perugia, Lodi. Coinvolti anche professionisti che operavano per gli imprenditori. Il gruppo avrebbe portato all’estero i soldi depositati su conti correnti in Croazia e Ungheria. Sequestrati oltre due milioni di euro. Avrebbero tentato anche di aprire conti allo Ior, ma sono stati individuati i tentativi grazie alla collaborazione con la Polizia vaticana.

Tra i soggetti che interagivano col gruppo criminale, specializzato nel dirottare fondi all’estero con fini di riciclaggio e per aggirare le norme fiscali, ci sono anche un piccolo imprenditore di Foligno, che risulta tra gli indagati, e un sedicente 007 romano di stanza a Spoleto, che figura tra i 20 arrestati. A entrambi sono mosse le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro. La con- ferma è arrivata dal Comando provinciale di Perugia delle fiamme gialle.

Entrambi si sono prestati ad aprire conti correnti in Croazia dove venivano dirottate sistematicamente somme di denaro. Soldi che al mo- mento opportuno facevano rientrare in Italia prelevando sul po- sto o disponendo bonifici bancari utilizzati, in accordo con i vertici dell’organizzazione criminale, per saldare operazioni poi risultate inesistenti.

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