Alla vigilia della giornata vittime lavoro i dati restano gravi
Alla vigilia della 75ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in programma domenica 12 ottobre, i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre delineano un quadro ancora critico. Nei primi otto mesi del 2025 si contano 681 morti sul lavoro, di cui 493 durante l’attività e 188 nel tragitto casa-lavoro. L’Umbria si colloca tra le regioni in zona rossa, con un’incidenza del 25% superiore alla media nazionale, segnale di una emergenza che non accenna a diminuire.
Secondo l’analisi della fonte autrice del comunicato, l’Osservatorio Vega Engineering, l’indice di mortalità nella regione si attesta a 20,6 decessi ogni milione di occupati, un dato che accomuna l’Umbria a Basilicata, Campania, Sicilia e Calabria, territori in cui la prevenzione resta un’urgenza. «Non possiamo considerare stabile un numero che ogni anno continua a contare centinaia di vite perdute», sottolinea il presidente Mauro Rossato, ricordando che la formazione e l’aggiornamento continuo rappresentano strumenti decisivi per ridurre il rischio e restituire dignità a chi lavora.
Nel confronto con le altre regioni, la Lombardia si conferma al primo posto per numero assoluto di decessi (68), seguita da Veneto (53), Campania (49) e Sicilia (41). L’Umbria registra 12 vittime, lo stesso dato di Marche e Abruzzo. Un trend che, pur in lieve flessione rispetto all’anno precedente (680 morti nel 2024), non modifica la sostanza: in Italia si continua a morire di lavoro.
I dati dell’Osservatorio indicano che i più colpiti restano gli over 65, con 66,5 decessi ogni milione di occupati, seguiti dalla fascia 55-64 anni, che rappresenta il gruppo più numeroso tra le vittime (168). Tra le donne si contano 58 morti, 28 delle quali durante l’attività e 30 nel percorso casa-lavoro. Ancora più allarmante è il quadro relativo ai lavoratori stranieri, la cui incidenza mortale è più che doppia rispetto a quella degli italiani: 43 vittime ogni milione di occupati, per un totale di 148 decessi.
Il comparto più esposto resta quello delle Costruzioni, con 78 vittime, seguito da Manifatturiero (69), Trasporti e Magazzinaggio (65) e Commercio (48). La cronologia degli incidenti mostra picchi nei giorni di lunedì, venerdì e giovedì, con il 60% delle morti concentrate all’inizio e alla fine della settimana lavorativa.
Sul versante delle denunce di infortunio, si registra un leggero calo: 384.007 casi nei primi otto mesi del 2025, contro i 386.554 del 2024 (-0,7%). Il settore manifatturiero si conferma il più colpito (45.565 segnalazioni), seguito da Costruzioni (24.595), Sanità (23.929), Commercio (21.839) e Trasporti (21.625).
Le lavoratrici hanno denunciato 137.388 casi di infortunio, di cui oltre 107 mila avvenuti sul posto di lavoro. Gli uomini restano la maggioranza assoluta delle segnalazioni, con 246.619 denunce totali. Tra i lavoratori di origine straniera le denunce sono 82.208, pari a circa un quinto del totale nazionale.
L’indice di incidenza, che confronta i decessi in rapporto agli occupati, è la chiave per definire la “mappa del rischio” tracciata dall’Osservatorio. Quattro le fasce individuate: bianca, gialla, arancione e rossa. L’Umbria si colloca nella fascia più critica, una condizione che, come ricordano gli esperti, «non può più attendere interventi strutturali e politiche di prevenzione capillari».
In vista della ricorrenza del 12 ottobre, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali si preparano a momenti di riflessione e di memoria collettiva. Ma la giornata nazionale non sarà solo commemorazione: dovrà essere, sottolinea ancora l’Osservatorio Vega, un punto di partenza per ribadire il valore della sicurezza, della formazione e del rispetto per la vita sul lavoro.
Ogni numero, ricordano i promotori, rappresenta una storia interrotta, una famiglia in lutto, una comunità che perde una parte di sé. Di fronte a un fenomeno che continua a segnare il Paese, l’appello è chiaro: investire nella prevenzione significa salvare vite e rafforzare la dignità del lavoro.
Dati Infortuni sul Lavoro – Agosto 2025
| Categoria | Valore |
|---|---|
| Vittime totali | 681 |
| In occasione di lavoro | 493 |
| In itinere | 188 |
| Incidenza media nazionale | 20,6 morti/milione occupati |
| Regioni con più vittime | Numero |
|---|---|
| Lombardia | 68 |
| Veneto | 53 |
| Campania | 49 |
| Sicilia | 41 |
| Umbria | 12 |
| Fasce d’età più colpite | Incidenza |
|---|---|
| Over 65 | 66,5 |
| 55-64 anni | 31,5 |
| 45-54 anni | 21,7 |
| Vittime 55-64 anni | 168 |
| Donne decedute | Numero |
|---|---|
| Totale | 58 |
| In occasione di lavoro | 28 |
| In itinere | 30 |
| Lavoratori stranieri | Numero |
|---|---|
| Totale vittime | 148 |
| In occasione di lavoro | 108 |
| In itinere | 40 |
| Incidenza stranieri | 43 |
| Incidenza italiani | 18 |
| Settori più colpiti | Decessi |
|---|---|
| Costruzioni | 78 |
| Manifatturiero | 69 |
| Trasporti e Magazzinaggio |
PERUGIA: Giornata vittime lavoro – 75ª edizione
Giorno Domenica 12 ottobre 2025
Orario di inizio 10:00
Luogo Sala dei Notari, Palazzo dei Priori, Corso Vannucci 19, 06123 Perugia PG
Descrizione Celebrazione della 75ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa da ANMIL. Interventi istituzionali, testimonianze di familiari e lavoratori, presentazione dei dati dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering. Focus su formazione, prevenzione e dignità professionale. Partecipano rappresentanti delle istituzioni locali, esperti di sicurezza e delegazioni sindacali.
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