Umbria Jazz, David Byrne un talento all’Arena Santa Giuliana

Umbria Jazz, David Byrne un talento all’Arena Santa Giuliana.

Questa sera è salito sul palco dell’Arena del Santa Giuliana David Byrne. L’artista statunitense di origine scozzese, classe 1952, è stato il fondatore dei Talking Heads nel 1974, creatore della Luaka Bop, produttore discografico, fotografo, regista, autore, musicista (iscritto nel 2002 nella Rock & roll Hall of Fame) ed infine artista. David Byrne è un talento multiforme ed in continua evoluzione. Ha vinto, nella sua lunga e intensa carriera, un Oscar ed un Golden Globe nel 1988 per la migliore colonna sonora (“L’Ultimo Imperatore”, con Sakamoto ) e due David di Donatello nel 2012.

Non bastasse, Byrne continua ad esporre visual art da oltre un decennio. Tra le sue più recenti opere vi sono “Joan of Arc: Into the Fire”, rivisitazione teatrale della storia di Giovanna D’Arco; “The Institute Presents: Neurosociety”, una serie di installazioni interattive create in collaborazione con PACE Arts + Technology; “Contemporary Color”, un evento ispirato alla tradizione folk americana; “Here Lies Love”, una produzione teatrale di 22 composizioni realizzate in collaborazione con Fatboy Slim sulla vita di Imelda Marcos.

Ha inoltre scritto un libro, “How Music Works”, tradotto anche in italiano, che è uno studio sulla storia, l’esperienza e l’aspetto sociale e sociologico della musica. David Byrne ha lasciato comunque un segno forte nella storia della musica contemporanea con i Talking Heads, band sperimentale e d’avanguardia che ha rappresentato una delle colonne portanti della new wave americana. Successivamente (ma anche contemporaneamente) ai Talking Heads, Byrne ha intrapreso dal 1981 una intensa carriera solista, collaborando con artisti come Brian Eno, Ryuichi Sakamoto, St. Vincent. La sua passione per la world music lo ha portato a fondare la Luaka Bop, etichetta per cui hanno inciso Os Mutantes, Jim White, Los De Abajo, Atomic Bomb Band.

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Sebbene venga riconosciuto come celebrità della musica rock, David Byrne si è cimentato in innumerevoli generi diversi attenendosi a un registro sempre “panetnico e panstilisco”. La sua prima pubblicazione da solista è stata My Life in the Bush of Ghosts (1981), collaborazione con Brian Eno in cui concilia musica elettronica ed etnica gettando le basi per molti stili musicali diversi. Ad esso sarebbero seguite le sperimentazioni di The Catherine Wheel (1981), la musica brasiliana e sudamericana di Rei Momo (1989) e quella orchestrale di The Forest (1991). Con l’album David Byrne (1994) l’artista è ritornato alle sonorità dei primi Talking Heads (1994). Più tardi, ha collaborato con Fatboy Slim nel “disco musical” di Here Lies Love (2010)[16] e con St. Vincent nelle canzoni di Love This Giant (2012), album che risente l’influenza dell’artista indie.

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