Tracce Svelate “Duomo di Bondeno dopo il restauro post sisma”

edificio di origine medievale, gravemente lesionato dal terremoto del maggio 2012

 
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Tracce Svelate “Duomo di Bondeno dopo il restauro post sisma”
di Roberta Bistocchi
RAVENNA – In questa puntata di Tracce svelate parleremo del Duomo di Bondeno, edificio di origine medievale, gravemente lesionato dal terremoto del maggio 2012 in Emilia Romagna. Il territorio bondenese è situato nel cuore della Pianura Padana, sulle sponde del fiume Panaro, all’estremità occidentale della provincia di Ferrara, nell’”alto ferrarese”, al confine con le province di Mantova e Modena.

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Le nostre telecamere hanno seguito nel tempo, le fasi della ristrutturazione della Chiesa della Natività di Maria; abbiamo incontrato coloro che l’hanno restaurata e coloro che la vivono come luogo di culto. Nei secoli l’edificio vide numerose modifiche strutturali, segno della costante necessità di adeguamento alle esigenze di culto.

Seguendo le tracce di alcuni documenti storici, nel 1459 si ha notizia della demolizione dell’abside di una chiesa costruita al tempo di Matilde di Canossa. Ulteriori trasformazioni portarono nel 1478 ad un rifacimento della navata; la pianta attuale è il risultato delle modifiche effettuate nel corso dei secoli, fino ad arrivare alla metà dell’800. Reso inagibile a causa degli eventi sismici del 2012, il duomo è stato completamente restaurato dopo importanti interventi strutturali.

Di particolare interesse è il crocefisso che oggi si può ammirare dopo il suo recentissimo restauro. all’interno della Cappella del Crocefisso. I lavori hanno evidenziato che la testa del Cristo, due/trecentesca, è sicuramente precedente al corpo, frutto di un successivo intervento conseguente, con molta probabilità ad un precedente grave danneggiamento dell’opera.

La torre campanaria del duomo è di stile gotico lombardo, risalente al XII secolo, con rimaneggiamenti del XIV secolo. La struttura ha un impianto a base quadrata, decorata da pilastri e impreziosita da lesene. La cella campanaria, presenta archi ogivali con trifore a sesto acuto. Alla sapiente guida di Maurizio Camerani, si deve il complesso restauro dei pinnacoli compromessi dal sisma, avvenuto attraverso varie fasi lavorative che hanno richiesto lo smontaggio dei pezzi con restauri conservativi e con alcuni totali rifacimenti sia per il corpo dei pinnacoli che per le formelle decorative, con il finale delicatissimo rimontaggio in loco.

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