Taser, pistola elettrica in dotazione alle Forze dell’ordine, come funziona?

Taser, pistola elettrica in dotazione alle Forze dell’ordine, come funziona? Milano (askanews) – Con un decreto del 4 luglio 2018, il governo Conte ha dato il via libera alla sperimentazione del Taser, la pistola elettrica che sarà data in dotazione alle forze dell’ordine. Stando a quanto reso noto dal Viminale, sarà usata da Polizia, carabinieri e Guardia di finanza, inizialmente in 11 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e a Brindisi; ma non nella capitale Roma


.Ma cos’è e come funziona il Taser? Diciamo subito che si tratta di una vera e propria arma “non da fuoco”, il cui porto è vietato. Viene considerata “non letale” ma Amnesty international ha documentato diversi casi, soprattutto negli Stati Uniti, in cui le persone colpite hanno perso la vita. La pistola, ideata nel 1969 dal ricercatore e scienziato della Nasa, Jack Cover che ne dedicò il nome al suo eroe d’infanzia, Tom Swift (Taser vuol dire “Thomas A. Swift’s electronic rifle”), non spara proiettili ma lancia due elettrodi legati da fili elettrici che, una volta raggiunto l’obiettivo, trasmettono per qualche secondo una scarica di circa 50mila volt ma a basso amperaggio. La vittima viene stordita e praticamente immobilizzata dalla scarica elettrica.La principale azienda produttrice delle Taser è l’americana Axon, di Scottsdale, in Arizona. Oltre agli Stati Uniti, quest’arma è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

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