Strage di carabinieri a Verona, tre fratelli arrestati, rassegna stampa del 15 ottobre 2025

Casolare esploso durante lo sgombero, tre militari morti

Tragedia a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove tre carabinieri hanno perso la vita e oltre venti persone sono rimaste ferite in seguito all’esplosione di un casolare durante un’operazione di sgombero. A provocare la deflagrazione sarebbero stati tre fratelli, due uomini e una donna, ora arrestati dai carabinieri con l’accusa di strage e resistenza a pubblico ufficiale. La vicenda ha scosso profondamente il Paese, spingendo il Governo a proclamare il lutto nazionale e ad annunciare funerali di Stato per le vittime.

Come riferiscono “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera” e “La Stampa”, i militari erano intervenuti per eseguire un provvedimento di sgombero in un casolare fatiscente, da tempo occupato. L’edificio, secondo le prime ricostruzioni, era saturo di gas. L’esplosione sarebbe avvenuta al momento dell’apertura della porta, innescando un incendio devastante che ha travolto gli operatori.

All’interno dell’abitazione sono state rinvenute bombole di GPL, taniche di benzina e materiali incendiari, tra cui bottiglie pronte per essere usate come molotov. L’ipotesi investigativa principale, riportata da “Il Messaggero”, è che la donna, dall’esterno, abbia innescato la miccia nel momento in cui i carabinieri stavano entrando. Il casolare, situato ai margini di una zona agricola, è stato completamente distrutto.

Le vittime sono il brigadiere capo Valerio Da Prà, il luogotenente Giovanni Fari e l’appuntato Luca Bernadello, tutti appartenenti a reparti impegnati in operazioni a rischio. Da Prà avrebbe dovuto andare in pensione nei prossimi mesi, mentre Fari era in procinto di partire per una missione in Libano. Bernadello, secondo quanto ricordato dai colleghi su “Il Giornale”, era noto per la dedizione all’Arma e l’impegno nelle attività sociali.

La deflagrazione ha provocato una violenta onda d’urto, danneggiando diverse abitazioni vicine e ferendo anche alcuni residenti. Tra i venticinque feriti, tre sono in gravi condizioni. Squadre dei Vigili del Fuoco, ambulanze e mezzi del 118 hanno lavorato per ore tra le macerie per domare le fiamme e recuperare i corpi.

L’intera comunità di Verona si è stretta attorno all’Arma dei Carabinieri. Le bandiere sono state esposte a mezz’asta nelle caserme e nei municipi. Il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio hanno espresso cordoglio alle famiglie dei militari caduti.

“Il Sole 24 Ore” sottolinea che il bilancio dell’attentato è tra i più gravi subiti dalle forze dell’ordine italiane dopo la strage di Nassiriya del 2003. L’episodio, oltre ad aprire un’inchiesta della Procura di Verona, riaccende il dibattito sulla sicurezza degli operatori impegnati negli sgomberi e sulle situazioni di degrado estremo in cui si trovano molti edifici occupati.

Secondo “Il Manifesto”, i tre fratelli vivevano in condizioni di marginalità, senza acqua né elettricità, e avrebbero rifiutato ogni forma di mediazione con le autorità. Il gesto, disperato e deliberato, è stato compiuto per impedire la perdita dell’unica abitazione che ancora consideravano propria.

La tragedia di Verona segna una ferita profonda nelle istituzioni e nel Paese. Tre servitori dello Stato hanno perso la vita nell’adempimento del dovere, lasciando un vuoto che la comunità civile e militare colmerà solo con la memoria e il rispetto del loro sacrificio.

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