Sparatoria Enigma Primo Sparo, Rassegna Stampa Umbria 8 10 2018


Sparatoria Enigma Primo Sparo, Rassegna Stampa Umbria 8 10 2018


RESTA il dilemma del primo sparo nella complessa ricostruzione della dinamica del raid in tabaccheria finito con un bandito ucciso con un colpo alla nuca. Ma non solo. Dopo due giorni di interrogatori serrati e nell’incertezza anche di una scena del crimine modificata dalla raccolta dei bossoli (senza quindi riuscire a capire l’esatta posizione degli spari) e dallo spostamento di alcune prove da parte delle auto in transito su via Messina, proprio davanti alla tabaccheria, uno dei nodi da sciogliere è quello relativo alle dichiarazioni dei tre indagati. Il capopattuglia, l’appuntato che guidava la Panda di servizio e il vigilantes sono accusati di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi (per aver fatto «un uso arbitrario delle rispettive armi di servizio, sparando ripetuti colpi di arma da fuoco – scrive il pm – all’indirizzo dell’Audi già in fuga»). MA TUTTI hanno sostenuto davanti al pm Mara Pucci, che coordina le indagini del Nucleo investigativo di aver sparato dopo aver sentito i colpi. Senza saper dire da parte di chi. Teoricamente anche da parte della banda ma gli unici bossoli repertati (14 in tut to) provengono dalle armi in dotazione ai militari e al vigilante. Certo i ladri potrebbero aver avuto anche una pistola a tamburo o una scacciacani che comunque simula il rumore dell’esplosione. Gli accertamenti approfonditi all’interno dell’Audi A6 della banda cominceranno nei prossimi giorni con il consulente tecnico, esperto di balistica Emilio Galeazzi (e non Marco Piovan come emerso inizialmente, ndr).(Erika Pontini La Nazione)

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