Spagna, inondazioni a Valencia: bilancio delle vittime in aumento
Il bilancio delle inondazioni che hanno colpito la costa orientale della Spagna si aggrava, con almeno 95 vittime confermate, decine di dispersi e 120 mila persone sfollate. Il maltempo, dovuto al fenomeno noto come gota fría, ha devastato principalmente Valencia, ma sono segnalate vittime anche in Castilla-La Mancha e nella provincia di Malaga. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per onorare le vittime, mentre si intensificano le operazioni di soccorso ostacolate da infrastrutture danneggiate, inclusi cavi elettrici e reti di telecomunicazione compromesse.
Il fenomeno meteorologico noto come gota fría ha scatenato piogge intense e improvvise, con accumuli superiori ai 150 mm in sole 24 ore in diverse aree. Questo evento, causato dall’incontro tra masse di aria fredda e le acque calde del Mediterraneo, è stato previsto dai meteorologi giorni prima che si manifestasse con tale violenza. Come riportato dal quotidiano The Guardian tre giorni fa, il rischio di inondazioni era stato anticipato, ma nonostante gli allarmi lanciati dall’Agencia Estatal de Meteorología (Aemet), le reazioni delle autorità locali sono state tardive.
Le accuse si concentrano principalmente sul presidente della Comunità di Valencia, Carlos Mazón, esponente del Partito Popolare. Mazón è stato criticato per il ritardo con cui ha emesso gli avvisi di pericolo per i residenti delle aree a rischio, lasciando trascorrere oltre 11 ore tra il primo allarme lanciato dall’Aemet e l’ordine di evacuazione delle zone colpite. Durante questo lasso di tempo, le intense piogge avevano già causato devastazione nelle aree più vulnerabili. Alcuni istituti privati e l’Università di Valencia avevano autonomamente invitato studenti e personale a non uscire, ma l’assenza di una direttiva chiara e tempestiva da parte delle autorità regionali ha suscitato aspre critiche.
Inoltre, Mazón è al centro di ulteriori polemiche per aver eliminato l’Unità di Emergenza Valenciana pochi mesi dopo essere stato eletto, una scelta già contestata dalle forze politiche di opposizione. L’Unità, istituita per intervenire rapidamente in caso di calamità naturali, avrebbe potuto contribuire a coordinare le operazioni di soccorso nelle fasi iniziali della catastrofe.
Le inondazioni hanno causato danni estesi a infrastrutture e abitazioni, e in tutta Valencia molte zone sono rimaste isolate, rendendo difficile per le squadre di soccorso raggiungere le persone in pericolo. La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha espresso solidarietà alla popolazione spagnola, dichiarando che l’Unione Europea è pronta a offrire supporto tramite il sistema di protezione civile e il programma di osservazione terrestre Copernicus. “Ciò a cui stiamo assistendo in Spagna è devastante. I miei pensieri vanno alle vittime e alle squadre di soccorso”, ha affermato Von der Leyen, ribadendo la necessità di affrontare e mitigare il cambiamento climatico per evitare fenomeni di simile intensità in futuro.
Secondo esperti climatologi, il fenomeno della gota fría è destinato a intensificarsi a causa dell’aumento delle temperature nel Mediterraneo, con temperature dell’acqua superficiale registrate ad agosto che hanno raggiunto picchi senza precedenti. Carola Koenig del Centre for Flood Risk and Resilience dell’Università di Londra ha evidenziato che l’innalzamento delle temperature contribuisce a caricare l’atmosfera di umidità, facilitando piogge intense quando l’aria inizia a raffreddarsi in autunno. Questo evento è, infatti, un chiaro segnale dei cambiamenti climatici in atto, sottolinea Koenig, che aggiunge come temperature elevate delle acque favoriscano l’evaporazione e dunque un maggiore assorbimento di umidità atmosferica.
Hayley Fowler, esperta di cambiamenti climatici presso l’Università di Newcastle, ha definito l’evento un segnale allarmante dell’accelerazione delle variazioni climatiche globali. “Le nostre infrastrutture non sono progettate per fronteggiare livelli così elevati di inondazioni”, ha affermato Fowler, precisando che l’evacuazione di intere città e la trasformazione delle strade in veri e propri fiumi è ormai una realtà frequente in molte regioni del mondo, segno di una crescente vulnerabilità ai fenomeni climatici estremi. “Le inondazioni intense”, spiega, “crescono a un ritmo del 7% per ogni grado di aumento della temperatura globale, e senza interventi adeguati saranno sempre più frequenti”.
Le autorità spagnole e la comunità scientifica internazionale concordano sulla necessità di adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il riscaldamento globale, per quanto l’effetto di queste misure richieda tempo per manifestarsi. A fronte della situazione in Valencia e delle devastazioni registrate negli ultimi anni in varie parti d’Europa, gli esperti richiamano l’attenzione su un’azione politica più decisa e su strategie di adattamento che includano piani di evacuazione e infrastrutture resilienti per le comunità maggiormente esposte.
Mentre proseguono le operazioni di soccorso, la Spagna si trova ancora sotto l’allarme meteo, con nuove piogge previste anche nelle prossime ore. La situazione è monitorata attentamente nelle province a nord, come Barcellona, che rischiano di subire nuove inondazioni. Il bollettino meteo indica possibili nuove precipitazioni intense, e i meteorologi continuano a segnalare i rischi di ulteriori fenomeni estremi per via della persistente instabilità atmosferica.
L’impatto di questa emergenza evidenzia la vulnerabilità del territorio spagnolo ai fenomeni legati al cambiamento climatico e riporta all’attenzione pubblica l’urgenza di politiche climatiche rigorose. Come ha sottolineato Koenig, senza azioni concrete per ridurre le emissioni, eventi estremi come quello che ha colpito la Spagna potrebbero diventare la norma e rappresentare una minaccia costante per le comunità locali.

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