Sicurezza, Colle e governo trattano su scudo e fermo, rassegna stampa del 5 febbraio 2026

Dopo Torino, decreto corretto tra rilievi e tensioni politiche

Il confronto tra governo e Quirinale sulle misure di sicurezza entra nella fase decisiva, all’indomani degli scontri di Torino e delle polemiche giudiziarie che ne sono seguite. La rassegna stampa del 5 febbraio restituisce un quadro di forte tensione istituzionale, con il decreto sicurezza atteso in Consiglio dei Ministri e una trattativa aperta su fermo preventivo e scudo penale per gli agenti. LEGGO apre sui rilievi del Colle e sull’incontro tra il sottosegretario Alfredo Mantovano e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando come il Quirinale abbia chiesto correzioni alle norme più controverse, in particolare sul fermo preventivo e sulle tutele penali per le forze dell’ordine, dopo le violenze registrate a Torino e la successiva scarcerazione di alcuni arrestati.

Toni più duri emergono dall’apertura del FATTO QUOTIDIANO, che parla di “norme elastiche” e di un nuovo braccio di ferro tra esecutivo e Colle, evocando il rischio di uno Stato di polizia e criticando l’impianto complessivo delle riforme in materia di giustizia e sicurezza. Il quotidiano mette in evidenza il ruolo della magistratura torinese e le reazioni politiche alle decisioni sui fermi, inserendo il confronto in un contesto più ampio di scontro sulla separazione delle carriere e sull’equilibrio costituzionale.

Sul fronte opposto, IL TEMPO insiste sulla lettura degli scontri come guerriglia urbana organizzata e critica duramente le decisioni giudiziarie che hanno portato alla liberazione di alcuni indagati. Il quotidiano parla di “scandalo” e di un messaggio di debolezza dello Stato, evidenziando il malcontento politico per una risposta giudicata insufficiente rispetto alla violenza registrata nelle piazze.

Il tema torna anche sulle pagine de IL MESSAGGERO, che conferma l’arrivo del decreto sicurezza in Consiglio dei Ministri e segnala le modifiche in discussione su Daspo, fermo preventivo e divieti legati alle armi da taglio. Il giornale romano sottolinea come il governo stia cercando un punto di equilibrio con il Quirinale per evitare rilievi formali, mantenendo però una linea di fermezza contro i responsabili delle violenze.

Secondo IL MANIFESTO, il decreto rappresenta una stretta sul dissenso, con un braccio di ferro politico che vede da un lato l’esecutivo determinato a rafforzare gli strumenti di prevenzione e dall’altro il Colle attento al rispetto delle garanzie costituzionali. Il quotidiano mette in luce le divisioni nella maggioranza e le pressioni di alcune forze politiche per estendere la durata del fermo preventivo, ipotesi ridimensionata dalle indicazioni del Quirinale.

Il quadro che emerge dalla rassegna è quello di una giornata cruciale per il governo, chiamato a chiudere il testo del decreto sicurezza tenendo conto delle osservazioni presidenziali e delle reazioni dell’opposizione. Gli scontri di Torino restano il punto di riferimento del dibattito, simbolo di una tensione che attraversa politica, giustizia e ordine pubblico, mentre l’esecutivo prepara un intervento normativo che punta a rafforzare la prevenzione senza superare i limiti indicati dal Colle.

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