Sexting, foto hard di ragazzine sulle chat di WhatsApp ad Acquasparta

Le studentesse minorenni mai avrebbero pensato che le loro foto sarebbero finite in mano ad altre persone

Sexting, foto hard di ragazzine sulle chat di WhatsApp ad Acquasparta

ACQUASPARTA – Sei ragazzi tra i 14 e i 16 anni, tutti italiani e di buona famiglia, sono stati smascherati dai carabinieri di Acquasparta, diretti dal comandante Domenico Bellacicco, e denunciati alla procura dei minori di Perugia per aver divulgato sui propri smartphone immagini esplicite di almeno 5 ragazze della loro stessa fascia di età. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria  a firma di Antonio Mosca.  I fatti risalgono a quasi un paio di anni fa, ma sono andati avanti fino agli ultimi mesi del 2017. La notizia girava da tempo in paese.

In alcuni casi si trattava di ex fidanzatine, indotte a inviare foto osè come prova d’amore. Le immagini, in cui compaiono le ragazzine da sole o con il partner, sono molto crude e lasciano poco spazio all’immaginazione. Scrive il Corriere dell’Umbria.

Quelle foto sui cellulari sono state mostrate in chat agli amici. In gergo si chiama sexting. Reato di divulgazione di materiale pedopornografico, è questa infatti l’accusa rivolta a 3 ragazzi di Acquasparta mentre gli altri 3 devono rispondere del reato di diffamazione aggravata per aver esposto al pubblico ludibrio le ragazzine fotografate con tanto di commenti volgari al seguito.

Le studentesse minorenni mai avrebbero pensato che le loro foto sarebbero finite in mano ad altre persone. Le loro immagini da mesi giravano sulle chat di WhatsApp. I genitori delle vittime, dopo lo sgomento iniziale, sono stati sempre al fianco delle figlie che hanno dovuto ripercorrere tutte le tappe della vicenda davanti ai carabinieri e al magistrato.

Il caso è stato portato all’attenzione delle scuole frequentate dai ragazzi e anche il parroco, a cui hanno chiesto aiuto i genitori delle vittime, non si è tirato indietro.

Diretta Euronews

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