Il centro-sinistra si divide, opposizione in crisi profonda
I cinque quesiti referendari promossi dalle opposizioni e dalla CGIL non raggiungono il quorum: l’affluenza si ferma al 30,6%, decretando il fallimento della consultazione. Il dato emerge da una larga convergenza tra quotidiani come Domani, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, La Repubblica e Il Giornale, che sottolineano l’impatto politico della scarsa partecipazione.
Secondo Domani, sono 14 milioni i votanti, cifra ritenuta comunque significativa in ottica di dissenso contro il governo Meloni, ma insufficiente a impedire il rafforzamento dell’esecutivo. Il quotidiano evidenzia le tensioni interne al Partito Democratico, con critiche alla segretaria Elly Schlein, che però rivendica un numero di voti superiore a quelli ottenuti da Meloni alle ultime elezioni politiche.
Avvenire mette in evidenza come tra i votanti ci sia stata una prevalenza di sì, ma che ciò non abbia avuto peso a causa della bassa partecipazione. Il quesito sulla cittadinanza, in particolare, registra un netto calo del consenso, con i no che sfiorano il 35%. Il quotidiano dei vescovi parla di “resa dei conti” nel fronte progressista e sottolinea la necessità di superare le divisioni per affrontare i temi dell’integrazione e dei salari.
Il Fatto Quotidiano definisce la consultazione un “flop annunciato”, mentre la maggioranza di governo si dichiara rafforzata dal risultato. Il quotidiano riferisce di un’iniziativa della premier per modificare le regole referendarie: più firme, meno digitalizzazione e quorum inalterato. Nel commento di Revelli si legge una critica al “sonnambulismo democratico” che avrebbe portato al fallimento del voto.
La Repubblica registra la crisi dell’opposizione e segnala che nel Partito Democratico si è aperto un confronto acceso tra riformisti e vertice. Il dato sull’affluenza, secondo il quotidiano, rappresenta una sfiducia diffusa nel sistema. Il Movimento 5 Stelle, inizialmente sostenitore del referendum sulla cittadinanza, viene indicato come decisivo nella mancata mobilitazione.
Infine, Il Giornale evidenzia lo “schiaffo” ricevuto da PD e CGIL, parlando di una sconfitta che fa esplodere le contraddizioni del cosiddetto “campo largo”. Il governo, sottolinea il quotidiano, ora vede spianata la strada per portare avanti le proprie politiche su lavoro e immigrazione, mentre il centro-sinistra appare incapace di costruire una strategia condivisa.

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