Rassegna stampa video dell’Umbria e nazionale del 14 febbraio 2019


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Latte: Deiana (Anci Sardegna), occorre una soluzione sarda

“Noi abbiamo ribadito che occorre una soluzione sarda a un problema completamente sardo che si affaccia su mercati globali, con regole comunitarie che vanno applicate con intelligenza”. Lo dichiara il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, sulla sua pagina Fb dopo l’ incontro del tavolo regionale della filiera del latte ovino convocato ieri sera dalla Regione a Cagliari per trovare un accordo sul prezzo in grado di soddisfare le aspettati dei pastori. Ma l’ intesa non e’ stata trovata. Gli industriali hanno proposto un aumento di appena 5 centesimi a litri (a 65 centesimi).

Il rappresentare di Confindustria (che credo parlasse piu’ a titolo personale che a titolo di tutte le aziende) ha preferito prendere tempo per vedere cosa accade oggi al ministero dell’ Interno”, commenta Deiana che ieri ha partecipato alla riunione come uditore. “Io penso che quella decisione sia sbagliata e miope, cosi’ come sbagliata e miope sia stata l’ assenza di Coldiretti e del Mps (esiste un problema drammatico di rappresentanza e di fiducia nella ‘ rappresentanza’ per le campagne della Sardegna)”. “I pastori e le comunita’ hanno bisogno del lavoro e del riconoscimento della dignita’ del lavoro”, ribadisce il presidente di Anci Sardegna.

La Regione, attraverso la Sfirs e insieme al Banco di Sardegna, ha individuato strumenti importanti – e condivisi da tutti ieri e nel passato – per stimolare il mercato: 20 milioni di euro per ritirare dal mercato le eccedenze e far aumentare la domanda di pecorino romano (denari, e’ bene ribadirlo, che non c’ erano fino a ieri). Ripeto: 20 milioni la Regione attraverso la Sfirs piu’ i denari che mette il Banco di Sardegna”. “In piu’ ci sono regole nuove e piu’ attuali per incidere su tutta la filiera che, negli incontri precedenti, erano stati condivisi dalle istituzioni e da tutte le organizzazioni di categoria”, aggiunge Deiana. “Da qui se ne esce tutti insieme. Non ciascuno per conto suo“. “Bisogna evitare la guerra tra poveri; la guerra tra pastori che ‘ possono’ proseguire la protesta”, conclude il presidente regionale dell’ Anci, “e pastori che hanno la necessita’ di conferire”.

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