Rassegna stampa sfoglia i giornali l’edicola del 9 novembre 2019


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ArcelorMittal: Conte incontrerà di nuovo vertici azienda lunedì

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrera’ di nuovo i vertici di ArcelorMittal lunedi’ prossimo. Lo si e’ appreso da fonti che hanno partecipato alla visita che ieri sera il premier ha effettuato a Taranto tra stabilimento siderurgico, dove ha anche visto l’ altoforno 2, prefettura, per vari incontri, e il quartiere Tamburi, il rione che dista qualche centinaio di metri dall’ acciaieria.

Il presidente del Consiglio e’ uscito dalla prefettura dopo mezzanotte, tappa finale ai Tamburi. Da quello che si e’ appreso, e che il premier avrebbe spiegato anche negli incontri nella prefettura di Taranto, Conte proporebbe ai Mittal, gli industriali a capo dell’ omonima multinazionale siderurgica, uno schema negoziale.

Il Governo chiede infatti che Mittal rispetti i patti, osservi l’ accordo e quindi ritiri i diversi atti di disimpegno sostanziale prodotti in questi giorni, dalla comunicazione di recesso dal contratto ai commissari straordinari Ilva all’ atto di citazione nei confronti di questi ultimi depositato al Tribunale di Milano per finire all’ avvio della procedura con la quale ArcelorMittal restituisce stabilimenti,impianti e personali alla stessa amministrazione straordinaria di Ilva.

Lo schema negoziale di cui erano gia’ circolate delle ipotesi, potrebbe tra l’ altro prevedere un innalzamento della cassa integrazione a Taranto, oggi in corso per 1.276 addetti per 13 settimane dal 30 settembre scorso, una revisione dei canoni di fitto che Mittal versa all’ amministrazione straordinaria (180 milioni annui in rate trimestrali), un nuovo scudo penale, con un provvedimento legislativo, che abbia pero’ valenza per tutte le aziende che, dal punto di vista ambientale, sono nelle condizioni analoghe a quelle di ArcelorMittal, ex Ilva, a Taranto.

Se questo schema fosse confermato, bisognera’ vedere se ArcelorMittal accettera’ . Lo stesso premier non e’ esente da dubbi e perplessita’ e teme che in realta’ ArcelorMittal abbia gia’ deciso per un disimpegno irreversibile perche’ giudica non piu’ economicamente sostenibile il piano industriale di Taranto, nato col contratto stipulato a giugno 2017, con tutt’ altro contesto di mercato siderurgico.

Conte lo ha anche detto ai cittadini che ieri pomeriggio lo hanno letteralmente assediato sul piazzale della portineria D della fabbrica chiedendogli senza mezzi termini la chiusura dell’ accciaieria, la bonifica e la riconversione.

“E’ un problema di sostenibilita’ di piano industriale” ha spiegato il premier. Tuttavia, se Mittal tirera’ diritto sulla strada dell’ abbandono, il Governo non restera’ a guardare ed esigera’ il rispetto dell’ Italia. Conte, nei suoi incontri di Taranto, questo lo ha ribadito piu’ volte. In via di definizione le prime contromosse legali.

L’ amministrazione straordinaria di Ilva, per esempio, e’ gia’ al lavoro su un ricorso cautelare urgente, ex articolo 700 del Codice di procedura civile, per impedire che ArcelorMittal porti gli impianti di Taranto allo spegnimento progressivo. Sul fatto che Mittal accetti lo schema negoziale che il premier vorrebbe proporgli in diversi nutrono dubbi che la multinazionale lo accettera’ .

“Dobbiamo stare molto attenti – dice il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci – che qui non e’ la comunita’ di Taranto che puo’ sempre pagare, come e’ sempre avvenuto sinora, i prezzi pesanti della crisi. E in questa fase, adesso, non ci troviamo di fronte alla normale ciclicita’ della siderurgia, cioe’ una crisi alla quale prima o poi subentrera’ una ripresa.

Questa ci appare una crisi di lunga durata per una serie di fattori, a partire dalla guerra dei dazi commerciali”.

Conte ieri sera si e’ detto molto colpito della frattura esistente a Taranto, frattura che si e’ via via allargata nel tempo, tra diritto alla salute e diritto al lavoro, ha citato il caso di quegli operai che lavorano all’ Ilva e che si sentono in colpa perche’ nelle loro famiglie, dove vorrebbero la chiusura degli impianti, li additano per quello che fanno e perche’ vanno a lavorare tra gli altiforni; e ha promesso infine una cabina di regia, un gabinetto di crisi, mobilitando le intelligenze del Paese, tecniche e produttive, per disegnare una nuova prospettiva alla citta’ pugliese e dare alla comunita’ di Taranto, lungamente e duramente ferita, una occasione di riscatto.

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