Rassegna stampa nazionale e internazionale del 4 giugno 2018

Rassegna stampa nazionale e internazionale del 4 giugno 2018

Rassegna stampa nazionale e internazionale del 4 giugno 2018 Dopo il bagno di folla del 2 giugno, le prime apparizioni ufficiali da ministri di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due leader dei partiti che sostengono il governo Conte, hanno come teatro la Sicilia. Alle elezioni amministrative di domenica prossima (le comunali di Catania l’appuntamento più importante), i “dioscuri” si presentano divisi, contendendosi una terra dove il M5s è primo partito ma il voto regionale è stato vinto da un’alleanza di centrodestra che, per ora, è ancora in piedi. Dopo un comizio improvvisato nel capoluogo etneo, il leader leghista visita l’hotspot di Pozzallo, simbolo della sfida che ha proposto ai suoi elettori e in virtù della quale ha voluto il ministero dell’Interno: contenere gli sbarchi di migranti. Ed espone alla stampa il suo programma.

Quando Salvini arriva all’hotspot, ci sono ancora 26 donne e 8 bambini nella struttura, tra i 108 migranti giunti ieri sera a bordo della nave Aquarius di SOS Mediterranee. Cinquanta migranti sono stati trasferiti, in mattinata, ad altri centri. A Pozzallo ne sono rimasti un centinaio. Tre le donne, diverse le giovani in stato di gravidanza. I racconti resi, appena scese dalla nave, sono agghiaccianti: torture, violenze sessuali patite prima del viaggio mentre attendevano di partire dalla Libia. Fuori dalla struttura, un gruppo di contestatori dei centri sociali tenuti distanza dalla polizia. Ad attendere il ministro dell’Interno il prefetto, Filippina Cocuzza, e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

“Terremo ciò che di buono ha fatto Minniti”

“Aprire nuovi centri di espulsione, nelle regioni, accordi con i Paesi da cui provengono i migranti e ridefinire il ruolo dell’Italia in Europa” è la ricetta proposta da Salvini. “Chi utilizza il business dell’immigraziione, porta la gente a morire. Non è possibile che la Tunisia sia la prima fonte di clandestinità nel 2018. Andrò parlare con il governo tunisino. In Libia ci sono i problemi che conosciamo, terremo ciò che di buono ha fatto il governo precedente, perché comunque gli sbarchi si sono ridotti, non siamo fessi, continueremo su questa linea ma il problema sono le espulsioni.

“No alle modifiche del regolamento di Dublino”

“L’anno scorso”, prosegue Salvini, “siamo riusciti a respingere ed ad espellere solo 7 mila immigrati, così ci mettiamo un secolo”. La settimana prossima, ci sarà la riunione dei ministri degli Interni dei Paesi europei, e, dice Salvini, “invece di aiutare l’Italia ci vorrebbero appesantire ulteriormente dandoci per dieci anni migliaia di migranti. Diremo no. Perfino la Merkel ha detto che l’Italia è stata lasciata sola. No alle modifiche del regolamento di Dublino, per le nuove politiche d’asilo perché condannano l’Italia, la Spagna, Cipro e Malta ad essere da soli”.

“Tempi troppo lunghi per le espulsioni”

“Sui migranti non terremo una linea dura ma di buon senso. Dal momento dello sbarco all’esame della pratica per il riconoscimento dell’asilo passano 9 mesi e si arriva con i ricorsi a due anni e mezzo, e’ una follia, c’è un business. Bisogna raccordarci anche con il ministro della Giustizia, c’è qualcuno che ci mangia, c’è qualcuno che ne ha fatto una professione”. Il leader leghista ha parlato di tempi troppo lunghi: “I nostri uffici ci stanno lavorando. Se si tratta di avere luoghi di trattenimento pre-espulsione, i sindaci non si opporranno. Non chiedono altro. Il problema sono i centri dove la gente esce di mattina e torna la sera”. (Fonte Agi)

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