Prevenzione e rete: l’Umbria vara il piano antiviolenza

Un mese di azioni integrate tra istituzioni, scuola e sanità

Non più iniziative sporadiche o celebrazioni annuali: l’Umbria alza il livello di impegno con un piano organico e permanente contro ogni forma di violenza. E’ stato presentato oggi il progetto a Perugia dalla presidente della Regione Stefania Proietti e dalla giunta regionale, denominato “Umbria contro ogni genere di violenza”, trasforma la tradizionale Giornata internazionale del 25 novembre in un percorso stabile di rete, azione e cambiamento, ponendo la regione in posizione apripista a livello nazionale, come riferisce il comunicato di Agenzia Umbria Notizie.

Prevenzione e rete: l’Umbria vara il piano antiviolenza

La delibera di giunta n. 971/2025 fa partire ufficialmente il nuovo modello regionale, che coinvolge sanità, scuole, enti locali, forze dell’ordine, magistratura e associazioni. Il mese simbolico dal 25 ottobre al 25 novembre è solo l’inizio di una sinergia che mette in rete istituzioni e comunità per proteggere chi è più esposto e intervenire con tempestività prima che le tragedie diventino statistiche.

“La violenza è una ferita sociale e sanitaria, non un fatto privato e marginale – ha dichiarato Stefania Proietti – e va trattata in modo sistemico. Abbiamo scelto di affrontarla come questione di salute pubblica, seguendo la Costituzione e le raccomandazioni dell’OMS. Non si tratta di una campagna temporanea, ma di un sistema permanente che attiva protocolli nei pronto soccorso, coinvolge le scuole, mette i comuni in rete e prepara gli operatori.”

Il senso del nuovo piano regionale si vede subito nei numeri e nei fatti: “Nel 2025 si è verificato il primo femminicidio dell’anno, il 5 gennaio, colpendo una giovane operatrice sanitaria. Una tragedia che ci ha imposto di rendere il 25 novembre un punto di partenza, non solo un giorno simbolico. In Umbria lavoriamo per facilitare le richieste di aiuto, velocizzare le risposte delle istituzioni e rafforzare la fiducia di chi denuncia. Il nostro sistema, partito già a maggio con la dgr n. 510, ha stanziato 76.600 euro per consolidare i centri antiviolenza e avviare servizi in due zone sociali carenti.”

La delibera approvata dalla Giunta dell’Umbria istituisce protocolli condivisi tra sanità, scuola, servizi sociali e comuni, con l’obiettivo di proteggere attraverso percorsi clinici e sociali condivisi, rafforzare le reti psicologiche e sanitarie, diffondere cultura e promuovere il rispetto in ogni ambito. Sono già in calendario 37 iniziative e 18 realtà coinvolte, fra cui la presidenza della Giunta e dell’Assemblea legislativa, direzione regionale salute e welfare, USL Umbria 1 e 2, le aziende ospedaliere di Perugia e Terni, l’Ufficio scolastico regionale, Arma dei Carabinieri Legione Umbria, ANCI Umbria, Federsanità ANCI, vari comuni tra cui quello di Terni e molte altre amministrazioni in fase di adesione. Si aggiungono ordini professionali, associazioni civiche e realtà impegnate, come UDI, CittadinanzAttiva, Anffas, Fondazione Avanti Tutta ETS e Farmaciste Insieme.

Simona Meloni, assessora alle pari opportunità, ha ribadito: “Il 25 novembre resta una data cruciale, ma i dati mostrano che non può bastare. Nel 2022 sono state uccise 106 donne, nel 2023 il numero è salito a 117, nel 2024 sono state 113. Nei primi dieci mesi del 2025 siamo già a quota 72. Esistono leggi – dal Codice Rosso al braccialetto elettronico – ma la violenza spesso si consuma dentro le mura domestiche. La nostra azione si fonda su due pilastri: protezione concreta e cambiamento culturale. Abbiamo destinato 246.000 euro ai centri antiviolenza, con 80.000 euro in più per nuovi sportelli a Todi e Città di Castello. Ma serve anche educazione, rispetto, autonomia economica e condivisione nelle famiglie.”

Il piano prevede azioni trasversali: nei pronto soccorso, reparti psichiatrici, consultori e servizi sociali saranno installati pulsanti di allarme e QR code per segnalare subito episodi di violenza. I protocolli sanitari attiveranno supporto psicologico e legale entro 24 ore; dal 2026 saranno disponibili sportelli psicologici specifici per gli operatori sanitari. Nelle scuole, la rete promuoverà progetti su rispetto, affettività, uso consapevole dei social, contrasto al bullismo, cyberbullismo e body shaming, coinvolgendo 71 istituti.

Daniela Donetti, direttrice regionale Salute e Welfare, spiega: “Il piano nasce dalla consapevolezza che la violenza è una questione di salute pubblica. L’OMS la riconosce come epidemia silenziosa, da affrontare in ogni sua forma – autoindotta, familiare, scolastica, lavorativa, digitale, collettiva. Per questo abbiamo definito quattro pilastri: riconoscere e individuare i segnali, definire protocolli tecnico-scientifici, costruire alleanze operative tra istituzioni e promuovere interventi e culture condivise. Gli obiettivi sono difendere chi subisce violenza, rafforzare la rete sociale e sanitaria, sensibilizzare i cittadini e valorizzare il lavoro dei professionisti.”

La concretezza è garantita da un Board scientifico che coordina azioni e sviluppa un database regionale per raccogliere dati e monitorare i fenomeni. Sono già attivi undici tavoli permanenti: dal Codice Rosa nei pronto soccorso alla tutela degli operatori, dai disturbi alimentari all’autolesionismo e alla salute mentale, dal progetto “Ti Proteggo” per anziani e fragili al contrasto contro l’abbandono degli animali e l’ecocidio ambientale, dal bullismo al progetto “Comuni liberi da ogni forma di violenza”, fino alla promozione della pace e del benessere sociale.

Dal 25 ottobre al 25 novembre si svolge in tutta la regione un programma diffuso che tocca tutti gli aspetti del contrasto alla violenza: dal Codice Rosa nei pronto soccorso al maltrattamento degli animali, dall’autolesionismo alla protezione di anziani e fragili, dall’ecocidio al bullismo e cyberbullismo, dalla promozione della pace allo sviluppo di reti di tutela psicologica e sociale. Ogni tavolo lavora su misure di promozione, prevenzione e presa in carico mirata, con il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Tra gli appuntamenti principali del mese figurano la giornata “Proteggi chi ti cura” per la sicurezza degli operatori sanitari, il confronto a Palazzo Cesaroni con magistratura, sanità e scuola, gli approfondimenti su benessere animale e ambiente, la presentazione delle adesioni dei comuni e, il 25 novembre, la diffusione delle nuove linee regionali sul Codice Rosa nei pronto soccorsi. La campagna utilizza l’hashtag #Umbriacontroogniformadiviolenza, un messaggio che si accompagna al lavoro di report e alla diffusione di buone pratiche e dati.

“Fare sistema – conclude Donetti – è la vera sfida: integrare diritto, sanità, ambiente, scuola e lavoro per proteggere i più vulnerabili, ridurre l’impatto della violenza e promuovere una comunità consapevole, resiliente e responsabile. La cultura è l’unica chiave per sradicare la violenza: non basta una legge o una cerimonia. Serve prendersi cura, agire tutti insieme, investire nel cambiamento.”

Il piano regionale dell’Umbria è dunque un modello di innovazione sociale e di risposta strutturale, capace di unire le energie di istituzioni, professionisti e cittadini per contrastare ogni forma di violenza, promuovere rispetto e sostenere chi ha il coraggio di chiedere aiuto. Un passo avanti che mette la regione sotto i riflettori nazionali come laboratorio di protezione delle dignità e della salute pubblica.

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