Pd: no Renzi a dialogo con M5s. Ma si allarga fronte governista

04/25/2018 Pd: no Renzi a dialogo con M5s. Ma si allarga fronte governista “Se il fatto nuovo” della chiusura del forno con la Lega “verra’ confermato solennemente e quindi se si dichiarera’ la chiusura definitiva dello scenario, per noi e’ un punto di novita’ che il Pd deve essere chiamato a valutare”, sono le parole utilizzate da Martina. Di qui lo stupore dei renziani : “Non ce l’ aspettavamo. Martina va da solo”, aggiungono. Di solitudine, pero’ , Martina non dovrebbe soffrire in questo momento visto che attorno a lui si va coagulando un fronte ampio che raccoglie, oltre alla minoranza di Orlando ed Emiliano, anche il cosiddetto ‘ partito dei ministri’ , con Dario Franceschini e Paolo Gentiloni, un manipolo consistente di amministratori di peso, come Nicola Zingaretti e Sergio Chiamparino, a cui si aggiungono esponenti dem che, pur avendo sostenuto Matteo Renzi, si dicono favorevoli almeno a sedersi al tavolo con Luigi Di Maio.

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Tra questi ultimi c’ e’ un peso massimo del partito come Piero Fassino che, prima dell’ ultima campagna elettorale, era stato elevato da Renzi al rango di ambasciatore tra le altre forze della sinistra per creare un fronte comune contro M5s e centro destra. “C’ e’ un mutamento di scenario. Le parole di Di Maio certificano l’ esaurimento di ogni ulteriore ipotesi di accordo con la Lega e la possibilita’ di aprire un confronto per vedere se ci siano le condizioni per una intesa con il Pd”, dice oggi Fassino spingendosi ad esortare le parti in causa a un confronto “che non parta dai nomi”, ma dai contenuti.

C’ e’ poi il renziano Graziano Delrio a dire che al tavolo bisogna sedersi, senza alcuna preclusione. E aggiunge: “non esistono vie di mezzo, o uno si assume la responsabilita’ di governare o non se la assume”, scartando cosi’ anche la persino la carta dell’ appoggio esterno. “Renzi appare in un angolo, circondato solo dai suoi fedelissimi”, dice un deputato dem: “stiamo dando l’ idea di un partito che sa di essere minoranza e non vuole essere minoritario”.

Se il pacchetto di mischia schierato con Martina riuscira’ ad avere la meglio con i renziani, numericamente piu’ forti, lo si sapra’ alla direzione del partito che dovrebbe essere convocata fra una settimana, probabilmente dopo il ponte del 1 Maggio. Tra chi sostiene il tentativo di Martina c’ e’ la consapevolezza che la partita e’ complicata, ma anche la convinzione che i Cinque Stelle ci vogliano provare veramente e con le migliori intenzioni. Intanto perche’ “chiudendo a Salvini, anche Di Maio ha fatto una figuraccia”, si e’ messo in gioco pesantemente.

Poi ci sono i segnali arrivati nei giorni scorsi

Poi ci sono i segnali arrivati nei giorni scorsi sui punti di politica internazionale, dall’ appartenenza dell’ Italia alla Nato alle aperture sull’ Europa. Questo non basta ancora a far dire a Martina e agli altri che ci siano le condizioni per fare un governo, ma al tavolo bisogna andare, anche per affrontare temi come le riforme dei governi Pd, se e’ stato tutto “frutto del demoni” o c’ e’ anche qualcosa di buono.

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