Partecipate umbre e sanità sperimentano la fintech di Gepafin

Avviata la fase di test regionale per la piattaforma digitale

La Regione Umbria ha inaugurato oggi, presso la Sala Azzurra di Palazzo Broletto, la fase di sperimentazione della piattaforma fintech per la compensazione multilaterale ideata da Gepafin S.p.A., coinvolgendo attivamente le partecipate regionali e le aziende del sistema sanitario locale.

Il sistema, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e il Politecnico di Milano, è già riconosciuto come modello di eccellenza dall’Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali (ANFIR). La piattaforma consente di ottimizzare i flussi di debiti e crediti tra enti pubblici mediante algoritmi avanzati, basati su cloud-native, wallet digitali, open banking e intelligenza artificiale.

Le società partecipate e le aziende sanitarie regionali parteciperanno a simulazioni finanziarie in ambiente sicuro e anonimizzato, verificando l’efficacia del modello e valutandone l’impatto concreto sulla gestione del capitale circolante pubblico.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il Vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori – puntiamo a mettere le tecnologie più innovative al servizio dell’economia pubblica e dei servizi essenziali. La sperimentazione nelle partecipate e nelle aziende sanitarie rappresenta un banco di prova cruciale per costruire un ecosistema regionale più efficiente, innovativo e solidale. La piattaforma permetterà inoltre una gestione semplificata dei fondi pubblici e una migliore interpretazione degli effetti nell’economia reale degli interventi di politica pubblica, dagli investimenti nei grandi eventi alle misure sociali ed economiche”.

Il Presidente di Gepafin, Carmelo Campagna, ha aggiunto che “partire dalle partecipate e dal sistema sanitario regionale è una scelta strategica per testare su larga scala la piattaforma in contesti complessi, rafforzando il ruolo dell’Umbria come apripista nazionale nel fintech pubblico”.

Questa fase iniziale costituisce il primo passo di un percorso destinato a estendersi, dopo la validazione con le strutture pubbliche regionali, anche al settore privato, favorendo sinergie tra istituzioni, mondo accademico e imprese. L’obiettivo è creare un ecosistema integrato capace di valorizzare l’innovazione tecnologica nella gestione dei flussi finanziari pubblici e nella programmazione di interventi economici strategici.

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