Dalla crisi ucraina al caso Mogherini, i temi dei quotidiani
Le aperture dei quotidiani mostrati in rassegna tracciano un quadro dominato da crisi internazionali, fratture politiche europee e tensioni interne. Su l’Unità, sotto la guida di Piero Sansonetti, l’attenzione viene posta sul processo a Benjamin Netanyahu, indicato come un procedimento per traffico di influenza e non per migliaia di omicidi, come denuncia il direttore. Il giornale evidenzia subito il nuovo scossone europeo legato all’arresto di Federica Mogherini, collegandolo a un presunto “nuovo Catargate”. Tra i richiami laterali compaiono riflessioni su sicurezza, populismo penale, disabilità e dinamiche dem nel contesto internazionale, oltre a un’intervista di Mirta Merlino a Fausto Bertinotti che ripropone il contrasto tra capitalismo e democrazia secondo l’ex presidente della Camera.
Nel quotidiano Il Dubbio, espressione del Consiglio Nazionale Forense, il tema centrale riguarda le vittime di mafia, con un’analisi sul mancato risarcimento quando lo Stato non applica le proprie norme. Il giornale sottolinea inoltre la predominanza dei pubblici ministeri nella gestione dell’ANM, rilevando come abbiano guidato l’associazione in sette degli ultimi nove mandati. Si affronta anche il caso politico legato alle recenti dichiarazioni sull’Albania, che hanno provocato una frattura nel campo progressista. Grande risalto all’indagine europea su Mogherini, con accenti sul presunto reato di frode e sulle reazioni internazionali. Completano la pagina riflessioni su consenso, norme penali e vicende giudiziarie relative alla violenza sessuale.
Ne Il Riformista emerge nuovamente la figura di Vladimir Putin, presentato come protagonista di una fase di alta tensione, con l’Europa indicata come potenziale avversario in uno scenario di conflitto. Il giornale dedica spazio anche alle posizioni sull’Ucraina, ai rapporti tra Bruxelles e la gestione degli asset russi e agli editoriali che sostengono una linea favorevole a Mogherini. Tra gli approfondimenti si trovano inoltre analisi sulle dinamiche internazionali, sulla politica interna statunitense e sulla tenuta di Kiev nella complessa rete diplomatica globale.
Il quotidiano Domani punta sul dialogo contraddittorio tra Mosca e Unione Europea, riportando ancora le frasi di Putin che condizionano la ricerca di una trattativa. L’ex alta rappresentante Mogherini diventa nuovamente protagonista delle pagine europee e viene indicata come figura centrale nella crisi che tocca Bruxelles. Seguono commenti su Bologna, sul ruolo dell’Italia nella mediazione globale, sullo stato dei CPR in Albania e su temi di attualità politica e sociale.
Nel Messaggero la prima pagina si apre con i dati record sull’occupazione italiana, accompagnati da analisi economiche che confrontano la crescita nazionale con Francia e Germania. Al centro resta la minaccia di Putin verso l’Europa, affiancata dalle preoccupazioni di Donald Trump, mentre Bruxelles è descritta come coinvolta nelle ripercussioni della vicenda Mogherini. Il quotidiano affronta anche turismo, diplomazia vaticana, politiche migratorie e scioglimenti per mafia.
Il Manifesto concentra l’apertura su Putin, presentando la sua fermezza sul piano militare e il contemporaneo tentativo di negoziazione. Accanto alla politica estera, il giornale dà rilievo alle proteste degli operai dell’ILVA e dell’indotto, alle critiche sulle politiche industriali e all’impatto dell’arresto di Mogherini sulle istituzioni europee.
Il Fatto Quotidiano ripropone l’incontro tra Putin e l’inviato Usa Witkoff, interpretato come un segnale inquietante. Il giornale critica i dati sull’occupazione diffusi dal governo e sottolinea il peso del fermo di Mogherini, descrivendolo come una nuova figuraccia europea. Ampio spazio a inchieste interne, questioni giudiziarie e tensioni istituzionali.
In chiusura, Libero mostra la linea più dura sulla crisi ucraina, insistendo sulle minacce di Putin e sul pessimismo di Trump, in un contesto internazionale giudicato estremamente instabile.

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