Operazione Cocktail, in comunità il pusher più attivo, è minorenne



Operazione Cocktail, in comunità il pusher più attivo, è minorenne

E’ di questi giorni l’ultimo colpo messo a segno dai militari della Compagnia Carabinieri di Assisi nella lotta al narco – traffico.  L’incessante attività investigativa, che da mesi vede costantemente impegnati i Reparti dell’Arma assisana e che il giorno 29 maggio ha già portato all’esecuzione di ben sette misure di custodia cautelare e ad un arresto in flagranza di reato per violazione della normativa sugli stupefacenti,  si è arricchita di un ulteriore rilevante risultato.

Prende a martellate la madre, fermato il figlio sessantenne di TordandreaA seguito di richiesta avanzata dal Dottor Flaminio Monteleone, Sostituto Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia, che concordando con l’ipotesi investigativa avanzata dagli investigatori dell’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo di questo Comando, il Gip del medesimo Tribunale ha disposto la misura cautelare del collocamento in comunità a carico di un minorenne, di soli sedici anni.

Il predetto era emerso nel contesto dell’attività investigativa “Cocktail”, come uno dei più attivi pusher impegnati nella piazza di Santa Maria degli Angeli, costantemente impiegato dagli altri sodali per la cessione di cospicui quantitativi di cocaina nei confronti di una nutrita clientela.

L’attività di spaccio attribuita al minore è state ricostruita attraverso una certosina attività di pedinamenti e servizi di osservazione condotta dagli investigatori nella frazione di Santa Maria degli Angeli.

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In più occasioni è stato notato il minore spostarsi per le vie cittadine in bicicletta, pensando così di eludere i controlli e non destare il minimo sospetto per poi, lontano dagli occhi indiscreti dei residenti e dei turisti, consegnare le dosi di sostanza abilmente occultate all’interno dei calzini.

Numerosi sono stati i recuperi effettuati a carico degli acquirenti immediatamente dopo le cessioni. Il minore ora si trova presso una comunità lontana da quei luoghi che lo hanno visto protagonista dello spaccio di cocaina, affidato alle cure degli educatori della comunità che, con professionalità e perseveranza, tenteranno di restituire al minore una vita adeguata, costruendogli un futuro migliore lontano da quelle che sono le tristi dinamiche legate al mondo della cocaina.

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