Nuovo acceleratore lineare rivoluziona radioterapia oncologica, 4 o 5 trapianti al mese

Nuovo acceleratore lineare rivoluziona radioterapia oncologica, 4 o 5 trapianti al mese

La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha confermato il via libera per l’acquisto del nuovo acceleratore lineare, segnando un momento significativo nella lotta contro il cancro. La firma ministeriale e le necessarie coperture finanziarie rendono possibile l’introduzione di questa tecnologia all’avanguardia per la radioterapia.

Durante la “Giornata mondiale contro il cancro infantile“, la presidente Tesei ha annunciato la notizia dopo la presentazione dei nuovi servizi gratuiti per i bambini in cura al Reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, iniziativa promossa dal Comitato per la vita “Daniele Chianelli”.

Il Comitato, che ha lungamente lottato per questa innovazione, ha accolto l’annuncio con entusiasmo, definendolo una “straordinaria vittoria per i malati”. A differenza degli acceleratori lineari convenzionali, il nuovo strumento si distingue per la sua precisione nell’irradiare specifiche zone, concentrando l’azione sulle ossa e il midollo contenente cellule leucemiche.

Il presidente del Comitato, Franco Chianelli, ha elogiato l’efficacia di questa tecnologia avanzata, sottolineando i benefici che essa comporterà per i pazienti, rendendo la procedura trapiantologica meno tossica. Questo progresso permetterà di estendere il trapianto salvavita anche ai pazienti più anziani e di aumentare il numero di trapianti effettuati mensilmente.

La presidente Tesei ha concluso sottolineando l’importanza dell’appropriatezza nella cura e nei percorsi di trattamento, affermando l’impegno della regione nell’offrire tutte le risorse necessarie al reparto di oncoematologia pediatrica, grazie a un lavoro di squadra dedicato.

Ne trae beneficio l’intera procedura trapiantologica che risulta essere molto meno tossica. Ciò consente di estendere il trapianto salva-vita anche ai pazienti di 60-70 anni e di effettuare 4 o 5 trapianti al mese, contro i due che si fanno oggi.

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