L’assessore Tancredi si dimette, opposizioni all’attacco
ACCADE OGGI IN UMBRIAConsulta il calendario degli appuntamenti della nostra regioneIl sindaco di Milano, Giuseppe Sala, finisce al centro delle cronache politiche e giudiziarie per l’inchiesta sui progetti edilizi e urbanistici del capoluogo lombardo. “Le mie mani sono pulite”, ha dichiarato il primo cittadino durante un intervento in Consiglio comunale, ribadendo di aver sempre agito nell’interesse pubblico.
A fronte dell’indagine condotta dalla Procura di Milano, l’assessore Giacomo Tancredi ha lasciato l’incarico. Le minoranze chiedono compatte un cambio di rotta, accusando l’amministrazione di immobilismo. Diversi quotidiani nazionali evidenziano le conseguenze politiche e giudiziarie del caso.
La Nazione sottolinea la difesa di Sala, che respinge ogni accusa. “Sala non molla”, titola Domani, evidenziando la pressione politica interna al Partito Democratico, dove si apre un dibattito sulla necessità di discontinuità soprattutto in ambito sociale.
Secondo Il Riformista, l’inchiesta sarebbe una “bufala”, con Piero Sansonetti che scrive in apertura in difesa del sindaco: “Sala, resisti”. Il quotidiano Il Dubbio, espressione del mondo forense, titola: “Le mie mani sono pulite”, riportando la posizione di Sala e sottolineando la sua volontà di distinguere i ruoli tra magistratura e politica.
Intanto, Il Giornale parla di “ricatti e bonifici”, riferendosi ai contributi elettorali finiti sotto la lente della magistratura e al dossier sullo stadio di San Siro, elemento centrale nella tensione con l’alleato Pd. Anche Il Fatto Quotidiano dedica l’apertura alla vicenda, assimilando la linea difensiva del sindaco milanese a quella di Giovanni Toti, anch’egli sotto inchiesta.
Nel frattempo, Il Tempo rilancia sul fronte politico, segnalando l’avvio di un’indagine parallela a Torino, che coinvolgerebbe esponenti dem locali, tra cui il deputato Mauro Laus e la presidente del consiglio comunale.
Il sindaco Sala rimane al suo posto, mentre il Partito Democratico discute se sostenerlo o chiedere un cambio. Tra le accuse al vaglio dei magistrati, figurano ipotesi di turbativa d’asta e abuso d’ufficio relative a consulenze e operazioni immobiliari.
La vicenda solleva interrogativi sull’equilibrio tra giustizia e politica, e riaccende il confronto sui criteri di trasparenza nella gestione pubblica delle grandi città. La maggioranza milanese, per ora, si mostra compatta nel sostenere Sala, ma le pressioni interne al centrosinistra restano elevate.

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