Indagati assessore Tancredi, Catella e l’architetto Boeri
ACCADE OGGI IN UMBRIAConsulta il calendario degli appuntamenti della nostra regioneL’indagine della Procura di Milano su un presunto sistema corruttivo legato alla gestione urbanistica della città ha coinvolto 74 persone, tra cui figura anche il sindaco Giuseppe Sala. L’assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi risulterebbe tra i principali indagati e, secondo quanto riportato da Leggo e Il Fatto Quotidiano, sarebbe pronto a dimettersi. I reati ipotizzati includono corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
La Procura ha unificato vari fascicoli d’indagine in un’unica maxi-inchiesta, come riportato da Il Messaggero, che coinvolge costruttori, tecnici comunali e politici, accusati di aver agevolato pratiche edilizie in cambio di favori. Nell’inchiesta spiccano i dossier relativi al progetto Pirellino, alla rigenerazione di aree dismesse e a concessioni edilizie ritenute irregolari.
L’avviso di garanzia notificato a Sala ha suscitato reazioni politiche trasversali. Il Partito Democratico, pur evitando una difesa piena, non ha chiesto le dimissioni del sindaco. La segretaria Elly Schlein, come riferito da Il Manifesto, avrebbe contattato Sala, manifestando vicinanza ma evitando prese di posizione nette. Il centrodestra, invece, si presenta diviso: Giorgia Meloni, come scrive Il Giornale, ha ribadito che l’avviso di garanzia non implica dimissioni automatiche, rivendicando una posizione garantista.
Diversi quotidiani, tra cui La Verità e Libero, sottolineano come il Partito Democratico abbia progressivamente allentato il sostegno a Sala, con alcuni dirigenti già proiettati verso una successione. Il sindaco, per ora, ha scelto di non riferire in Consiglio comunale, prendendosi qualche giorno per valutare.
Il Dubbio ha evidenziato come l’inchiesta metta in discussione il modello milanese di sviluppo urbano, criticando una gestione ritenuta troppo favorevole agli interessi immobiliari. In più passaggi delle carte giudiziarie emergerebbero rapporti consolidati tra amministratori pubblici e operatori privati, spesso al limite della legalità.
Il caso ha rilanciato anche il dibattito nazionale sul ruolo della magistratura e sui suoi effetti sull’agibilità politica. Da Il Riformista e Il Giornale arriva una forte critica al “giustizialismo”, con riferimenti espliciti alla necessità di non sostituire l’autorità giudiziaria al voto popolare.
Sul piano internazionale, la stampa italiana ha dato ampio spazio all’attacco dell’esercito israeliano su una chiesa cattolica a Gaza, che ha provocato tre morti e il ferimento del parroco padre Gabriel Romanelli, noto per i suoi rapporti con Papa Francesco. La notizia, rilanciata da Avvenire, Domani, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano e Il Messaggero, ha suscitato reazioni da parte del governo italiano.
Giorgia Meloni ha condannato l’attacco definendolo “inaccettabile”, mentre il Vaticano ha chiesto un immediato cessate il fuoco. Secondo fonti dell’esercito israeliano, riportate da Il Tempo, il bombardamento sarebbe stato “un errore di tiro”, ma resta alta la tensione diplomatica.
Il Domani ha legato l’attacco alla chiesa a un’ulteriore fase di escalation, parlando di genocidio e sottolineando come le vittime civili non facciano più notizia. Secondo L’Unità, l’Italia dovrebbe rivedere il proprio rapporto con il governo di Benjamin Netanyahu, ritenuto corresponsabile di azioni che colpiscono deliberatamente anche luoghi di culto.
Nelle stesse ore, il governo italiano ha celebrato i mille giorni di mandato di Meloni. Secondo Il Giornale, l’esecutivo ha sottolineato i risultati economici raggiunti, in particolare la crescita dell’occupazione, con la media di mille nuovi posti di lavoro al giorno.
Sul fronte fiscale, Il Sole 24 Ore riporta che il governo ha rilanciato l’avvedimento speciale bis, una sanatoria per le partite IVA relative agli anni 2019-2023. L’obiettivo, secondo la Commissione Finanze della Camera, è incentivare l’adesione al concordato preventivo biennale 2025-2026, con incassi attesi superiori al miliardo di euro.
Anche il dibattito sulla riforma della giustizia ha ripreso forza, con il ministro Nordio che ha ricordato come la sua riforma consenta a indagati come Sala di restare liberi da misure cautelari.

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