Mancata manutenzione e grave situazione della linea ferroviaria regionale

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione della Seconda commissione, presieduta da Eros Brega

 
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Mancata manutenzione e grave situazione della linea ferroviaria regionale

PERUGIA – Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l’audizione della Seconda commissione, presieduta da Eros Brega, con il direttore del servizio ferroviario di “Umbria Tpl e Mobilità spa”, Mauro Fagioli. Durante la seduta, richiesta dai consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) e dal Gruppo consiliare della Lega nord, è emerso che la manutenzione della linea ferroviaria regionale è fortemente limitata dalla mancanza di stanziamenti per questo capitolo, nonostante i fondi che la Regione trasferisce alla società.

La chiusura della tratta ex Fcu Perugia Ponte San Giovanni-S.Anna, i bassi limiti di velocità imposti ai convogli e la chiusura della linea tra Città di Castello e San Sepolcro sarebbero legati alla mancanza di manutenzione e al conseguente stato di degrado dell’infrastruttura.

LA RELAZIONE DI FAGIOLI: “Le manutenzioni vengono gestite da Umbria mobilità in base alla risorse che annualmente la Regione (35 milioni di euro) trasferisce per questa finalità. “Sono circa 8 anni che non si fa manutenzione straordinaria e la linea ferroviaria è al limite della sopravvivenza.

Normalmente, negli anni, abbiamo avuto a disposizione circa 2 milioni di euro all’anno per la manutenzione. La crisi economica e finanziaria dell’azienda ha portato, dal 2015, a non avere un livello sufficiente di manutenzione. Dal primo giugno al 31 dicembre 2016 abbiamo avuto 742 mila euro per la manutenzione di quell’anno, ma 450mila sono serviti per ottemperare a nuove prescrizioni del ministero dei Trasporti relativamente alla tratta Città di Castello-San Sepolcro. I restanti fondi sono stati destinati al taglio della vegetazione, che però non è stato ancora portato a termine.

Nel 2017 sono stati spesi 39mila euro per acquistare barriere divisorie di cemento per chiudere 4 passaggi a livello a Perugia e San Sepolcro. Ad oggi non ci sono altri fondi per la manutenzione. I rallentamenti della linea sono il risultato di questa situazione, così come la chiusura della tratta tra Città di Castello – San Seplocro, un degrado esteso che ha richiesto la riduzione della velocità su tutta la linea”. Rispondendo a domande e sollecitazioni dei consiglieri Carbonari e Liberati (M5S), Chiacchieroni (Pd), Ricci (Rp) e Fiorini (Lega), Fagioli ha inoltre aggiunto che “ci sono 4 treni ‘Pinturicchio’ che oggi non vengono utilizzati perché a Ponte San Giovanni non ci sono binari elettrificati per la sosta e la linea è solo parzialmente elettrificata: mancano 5km strategici, quelli tra Ponte San Giovanni e S.Anna.

Si è deciso di non farli circolare anche perché sarebbe stata necessaria la manutenzione della linea, altrimenti i carrelli dei convogli avrebbero potuto subire degli inconvenienti. Vanno adeguati agli standard circa 45 chilometri di binari, per i quali i 50 milioni di euro previsti dal Governo potrebbero essere utili anche se servirebbero altri 100 milioni per tutta la linea.

Quelli stanziati serviranno per la manutenzione (32 milioni, 8-9 mesi di lavori) e per i segnali a terra (18 milioni, 44 mesi). Tra Ponte San Giovanni e S.Anna ci saranno lavori importanti, oltre alla sostituzione delle traverse in legno, che erano molto deteriorate. Il sottopasso ferroviario di vai Adriatica (Ponte San Giovanni) è un’opera del Comune di Perugia, ma ci sono problemi con il condominio soprastante. Su Terni ci sono stati degli errori, dato che in passato sono stati fatti lavori senza aver completato tutti gli espropri. Al momento ne mancano due, nella zona del grattacielo, ma il Comune dovrebbe ancora definire alcuni dettagli.

Il progetto della Cesi-Terni è stato approvato dal ministero, dobbiamo verificare se esso rispetta gli ultimi standard europei per evitare di iniziare i lavori per poi dover intervenire di nuovo. Ci sono sono 5,5 milioni di euro disponibili”. L’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, ha infine rimarcato che “le risorse nazionali che arriveranno permetteranno di intervenire su 45 chilometri di infrastruttura. La rete umbra tuttavia non ha problemi di sicurezza, perché il nostro sistema di controllo è efficace e sicuro”.

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