Mancano solo 100 giorni alle elezioni parlamentari, molti i giovani europei


Mancano solo 100 giorni alle elezioni parlamentari, molti i giovani europei

Mancano solo 100 giorni a un appuntamento importante per molti europei: le elezioni parlamentari, previste per il 23 maggio. Tra gli elettori c’è una fascia che da sempre è trascurata, ossia coloro che votano per la prima volta. Un po’ per mancanza di familiarità con le istituzioni, un po’ per sfiducia nella politica, l’astensionismo è alto tra i neo elettori.

Eppure c’è chi come questa ragazza di 17 anni, sul voto ha le idee molto chiare.

Il suo nome è Ines Andrews, è per metà francese e per metà britannica e per la prima volta voterà alle elezioni europee.

Euronews l’ha incontrata per sapere cosa si aspetta da queste elezioni.

“Voterò per la prima volta perché penso che non sia solo un diritto, ma anche un privilegio e penso anche che le elezioni europee siano importanti per me in quanto ho due nazionalità e ho vissuto in diversi paesi europei. Quando penso al voto, penso so al mio futuro e a quello di coloro che mi circondano, perché il futuro è nelle nostre mani.

Ines fa parte della generazione Z: quella dei nati tra il 1997 e il 2013. Tra loro molti andranno alle urne per la prima volta

Durante le manifestaioni sul cambiamento climatico mi sono resa conto che la maggior parte delle persone aveva meno di 18 anni e che loro non avranno la possibilità di far sentire la loro voce. E’ un peccato perché hanno opinioni forti sull’argomento, quindi voglio votare anche per loro. Voglio che l’Europa assomigli ad un luogo in cui le persone possano esprimere liberamente le loro opinioni e preoccupazioni, ed essere in grado di generare cambiamenti positivi in tutto il mondo.

Penso che i politici dovrebbero fare di più e parlare di meno, nel senso che dovrebbero essere più consapevoli e attenti a tutto ciò che li circonda. Sono stati votati per questo e dovrebbero farlo”.

Sono milioni i giovani che si recheranno per la prima volta alle urne. La sfida per i candidati in corsa sarà quella di raccogliere il voto di una generazione per la quale i social media sono parte integrante della loro realtà.

Riusciranno a destare l’attenzione di una generazione lontana anni luce dalla politica tradizionale?

Imbarazzo per il caso Selmayr

Il caso Selmayr continua ad agitare i corridoi della commissione europea. Il difensore civico europeo ha confermato il suo verdetto nel quale sostiene che la nomina di Martin Selmayr a segretario generale dell’esecutivo europeo sia stato un caso di cattiva amministrazione. Ha anche definito “deplorevole” la scelta della Commissione europea di non modificare la procedura della nomina.

Il Belgio fa i conti con il passato coloniale

Il passato coloniale del Belgio fa capolino e imbarazza il primo ministro Charles MIchel, che ha ritenuto molto strano il rapporto delle Nazioni Unite in cui un gruppo di esperti ha invitato il paese a scusarsi per le azioni compiute durante la sua presenza in Congo. Charles Michel ha assicurato che presto formulerà le sue osservazioni.

Accordo UE-Marocco in barba ai diritti umani

Le organizzazioni per i diritti umani si schierano contro l’accordo tra Unione europea e Marocco, approvato martedi dall’europarlamento. L’accordo permette agli europei di sfruttare le risorse ittiche della controversa regione del Sahara Occidentale, annessa al Marocco dopo un conflitto sanguinoso e che le stesse Nazioni Unite ritengono sia stata ingiustamente rivendicata. (Euronews)

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